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Il decreto Terra dei fuochi è legge

Il provvedimento affronta le emergenze ambientali e industriali nella Terra dei fuochi e negli impianti dell'Ilva di Taranto.

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 1275 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate.

Il provvedimento, che affronta le emergenze ambientali e industriali nella Terra dei fuochi e negli impianti dell'Ilva di Taranto, annovera, tra le principali novità, le misure per la sicurezza agroalimentare in Campania, gli interventi di monitoraggio, la previsione di principi di trasparenza e concorrenza negli interventi di bonifica, l'introduzione del reato di combustione illecita dei rifiuti, l'utilizzo dei beni confiscati alla criminalità a fini di bonifica, la proroga delle gestioni commissariali, le risorse aggiuntive per screening sanitario

Con il via libera definitivo di ieri pomeriggio al Senato si sono “create le condizioni per la riscossa” di un territorio tormentato: “Non tutto è risolvibile con un decreto, ma questo è un punto di partenza che può consentire un percorso di riscossa”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, commentando il voto. “Il provvedimento – ha osservato Orlando - contempla risorse per le bonifiche, lo screening sanitario, la mappatura dei suoli, la repressione delle opere di devastazione. Si tratta di un insieme di strumenti a sostegno dei cittadini e delle imprese agricole che hanno subìto gravi danni”. Il ministro ha poi aggiunto che “finalmente ci sono le condizioni per la riscossa. Non tutto è risolvibile per decreto, ma questo è un punto di partenza che con altri provvedimenti può consentire un percorso di riscossa. Avvieremo, subito dopo la pubblicazione della legge, contatti con i territori per valutare come utilizzare al meglio come questo strumento”.

Per Legambiente e Libera l’approvazione definitiva al Senato del decreto legge Terra dei fuochi rappresenta un primo passo importante per il contrasto agli ecomafiosi e traccia concretamente il percorso per tutelare la salute della collettività e salvaguardare l’agricoltura di qualità della Campania. Ma un punto critico resta quello delle risorse. “Restano, infatti, forti perplessità - aggiungono le due associazioni - sull'utilizzo per le bonifiche di quegli stessi fondi comunitari destinati allo sviluppo della Campania. Sarebbe sicuramente più utile e corretto, non solo per la Terra dei fuochi rendere davvero efficace e concreta la procedura di risanamento e risarcimento del danno ambientale partendo dall’Istituzione di un Fondo Nazionale, su modello del cosiddetto Superfund americano, istituito nel 1980 e finanziato dalle industrie produttrici di rifiuti speciali e pericolosi. In Italia l’istituzione di un fondo nazionale simile, sovvenzionato dal mondo dell’impresa in proporzione alla pericolosità e all’impatto ambientale causato dallo specifico settore produttivo, risolverebbe il problema del reperimento delle risorse finanziarie per la bonifica dei siti inquinati; darebbe vita ad un meccanismo virtuoso con la creazione di nuove professionalità e posti di lavoro; ma soprattutto riuscirebbe a rendere concreto il risanamento ambientale, che fino a oggi sembra una chimera, un sogno irraggiungibile”.

 


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