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Cambiamenti climatici: il futuro è già qui

Cambiamenti climatici: il futuro è già qui

Gli effetti del cambiamento climatico si stanno già verificando in tutti i continenti. Il mondo è mal preparato ai rischi di un clima che cambia.

Il gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha emesso oggi un rapporto che afferma che gli effetti del cambiamento climatico si stanno già verificando in tutti i continenti e attraverso gli oceani. Il mondo, in molti casi, è mal preparato per i rischi di un clima che cambia. La relazione conclude anche che ci sono possibilità per rispondere a tali rischi, anche se i rischi saranno difficili da gestire con alti livelli di riscaldamento globale.

Al rapporto, intitolato “Cambiamenti climatici 2014: impatti, adattamento e vulnerabilita”, hanno lavorato 1.729 esperti e utenti governativi.

La relazione conclude che la risposta al cambiamento climatico comporta scelte importanti sui rischi in un mondo in mutamento. La natura dei rischi di un cambiamento climatico è sempre più chiara, anche se il cambiamento climatico continuerà a produrre sorprese. La relazione individua le persone, le industrie, e gli ecosistemi più vulnerabili.

Si ritiene che il rischio di un cambiamento climatico derivi dalla vulnerabilità (mancanza di preparazione), dall'esposizione (persone o beni in pericolo), dal sovrapporsi dei pericoli (eventi climatici scatenanti o tendenze). Ciascuna di queste tre componenti può essere un obiettivo di azioni intelligenti per ridurre il rischio.

Il cambiamento climatico ha già colpito l'agricoltura, la salute umana, gli ecosistemi sulla terra e negli oceani, le forniture di acqua, e il sostentamento di alcune persone. Danneggia indifferentemente dai tropici ai poli e non distingue paesi ricchi o poveri, grandi continenti o piccole isole.

Europa sotto pressione

Le previsioni del Working Group II dell’IPCC, parlano di un rischio di effetti catastrofici derivanti dalla siccità, dai conflitti per il cibo, dagli incendi, dalle inondazioni e dalle estinzioni. L’Europa centrale e settentrionale (compreso il Regno Unito) saranno, ad esempio,  pesantemente impattati dalle inondazioni dei fiumi con la possibilità di raddoppiare i danni già attuali. Tenendo conto gli impedimenti alla crescita economica le perdite da inondazioni in Europa in uno scenario di aumento di 5.5° C potrebbero incrementare di 17 volte. Scenari foschi anche per la biodiversità europea: fino al 9% dei mammiferi saranno a rischio di estinzione e fino al 78% saranno severamente minacciati. Questi dati devono spronare l’Unione Europea e tutti gli stati membri all’azione.

“Questo report - sottolinea il Direttore Scientifico WWF, Gianfranco Bologna - ci pone dinanzi a due scelte: tagliare le emissioni ora e investire in azioni di adattamento e avere un pianeta su cui gravano rischi affrontabili, seppur a fatica e con grandi costi, oppure non fare nulla e prepararci a un mondo di rischi e impatti devastanti e fuori controllo. Il Report è molto chiaro su questo punto: non c’è da aspettare. Senza azioni immediate e specifiche per eliminare le emissioni di gas serra, gli effetti saranno ben più gravi e oltre i limiti di un possibile adattamento. Speriamo che il prossimo report IPCC che verrà reso noto a Berlino in aprile darà indicazioni chiare sulle soluzioni attuabili”. 

 

di Laura Veneri


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