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Il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Emilia Romagna così non va

Il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Emilia Romagna così non va

Lo dicono il Comune di Parma, il Comune di Forlì e il Comune di Coriano.

Il Piano regionale di gestione dei rifiuti è una soluzione “miope”, per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. La considerazione è stata condivisa anche dal sindaco di Coriano Domenica Spinelli, da quello di Forlì Roberto Balzani ed dagli assessori all’ambiente di Parma Gabriele Folli, di Coriano Michele Morri e di Forlì Alberto Bellini. Lo scenario proposto dagli amministratori emiliano romagnoli va verso un progetto che contempla la riduzione del numero di inceneritori previsti al 2020, passando dai 7 preventivati dalla Regione, a tre o quattro al massimo.

“La proposta – ha spiegato il sindaco Pizzarotti – è frutto di una visione che va al di là della convenienza e della raccolta del consenso. Parma arriverà al 78 % , 80% di differenziata. E l’Amministrazione è convinta di avere imboccato la strada giusta in vista di un obiettivo alto e ambizioso. Se ampliamo questo discorso alla regione, ci deve essere il coraggio di sostenere  un piano coerente da un punto di vista economico e ambientale, per arrivare ad una società post - incenerimento in tempi ragionevoli. Bisogna premere, quindi, l’acceleratore, per fare in modo che anche la Regione torni ad essere un punto di riferimento in Europa, attraverso comportamenti virtuosi. Mi auguro che sempre più Comuni aderiscano alla nostra proposta e possano spingere sulla Regione per un piano che sia veramente attento agli interessi della comunità”.

L’assessore all’ambiente di Forlì, Alberto Bellini ha spiegato che si tratta di proposte nate nell’ambito di un gruppo di lavoro Anci a cui hanno aderito anche i Comuni di Fornovo di Taro, Castello d’Argile e Zola Predosa, fra gli altri.

“Sono tre gli scenari per la gestione rifiuti in Emilia Romagna – ha spiegato Bellini -. La Regione ha definito obiettivi di riduzione delle attuali 1.300.000 tonnellate di rifiuti urbani avviati a smaltimento a 750.000 tonnellate entro 2020, a cui non segue però un coerente piano di riduzione impiantistica. L’attuale scenario del Piano Regionale prevede l’utilizzo di 7 impianti di incenerimento, lasciando la possibilità di saturare gli impianti con rifiuti speciali che potrebbero provenire anche da fuori Regione (una quota pari a 400mila tonnellate).

Le proposte alternative presentate dai 3 Comuni evidenziano la possibilità di trattare allo stesso costo i rifiuti urbani con soli 4 impianti di incenerimento ulteriormente ridotti a 3 con l’integrazione di impianti di Trattamento Meccanico Biologico e con la garanzia di sostenibilità economica e ambientale.” 

Una linea condivisa appieno dall’assessore all’ambiente Folli. “C’è tempo – ha detto - fino al 19 maggio per presentare osservazione al piano regionale rifiuti, per cui auspico una forte convergenza da parte di Comuni e consiglieri regionali su questa iniziativa.

La Pianura Padana soffre di una situazione ambientale già ampiamente compromessa, per cui occorre procedere con decisione alla riduzione del carico emissivo di questi impianti”. Il sindaco di Forlì, Balzani, ha ribadito la necessità di andare verso nuove prospettive “in cui la Regione ha la possibilità di porsi come moderno modello di gestione rifiuti per il Paese sviluppando un impiantistica di recupero di materia all’avanguardia in Europa”. 

Il sindaco di Coriano, Domenica Spinelli, dove si trova un inceneritore, ha condiviso le proposte: “L’esperienza positiva è quella di rete e di ascolto dei cittadini in un momento di crisi economica e politica. In tema di salute nessuno può dire che un inceneritore non inquina e noi vogliamo costruire un futuro diverso per i nostri figli, con scenari alternativi”.


Minini