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Gestione rifiuti: capitali europee a confronto

Gestione rifiuti: capitali europee a confronto

Come vengono raccolti e smaltiti i rifiuti nelle principali città europee? Berlino, Vienna, Parigi a confronto con Roma.

Si è concluso a Roma il meeting tra le principali capitali Europee, organizzato da ATIAISWA in collaborazione con AMA sul tema della gestione tecnico –economica dei rifiuti urbani.

L’incontro, che si spera possa diventare un appuntamento annuale, è stato aperto dalla Presidente di ATIA-ISWA Italia Paola Muraro che ha messo in evidenza come la gestione dei rifiuti sia una grande opportunità socio- economica, per la creazione di un’occupazione sostenibile in termini ambientali, ha ribadito che la politica deve fare un passo in avanti per superare le tensioni a livello locale, coinvolgere la popolazione in modo diverso, per un consenso non solo incentrato sulla scelta dei siti di localizzazione degli impianti di recupero, ma per le scelte che ne derivano di tipo occupazionale ed ambientale.

Dal punto di vista tecnico è emerso come in realtà le altre capitali non sempre hanno una sola Società di gestione del ciclo dei rifiuti e l’igiene urbana, ma spesso sono organizzate, data la grandezza del territori, per settori o per quartieri. Ad esempio, l’azienda di Berlino non raccoglie tutte le frazioni ma delega la raccolta del vetro ad una consociata o a Londra i quartieri sono organizzati in modo autonomo o raggruppati a seconda delle zone. Le scelte sulle modalità di raccolta sono inoltre determinate dalla tipologia impiantistica a valle, ad esempio a Vienna dove ci sono quattro impianti di incenerimento, la raccolta differenziata della plastica si limita agli imballaggi per liquidi e quella della frazione organica ( 8 %) solo per la frazione verde e vegetale con una chiara scelta di puntare verso la qualità dei prodotti e l’avvio al riciclo effettivo dei materiali raccolti in modo differenziato.

Anche dal punto di vista dei costi vi sono differenze importanti sui sistemi di finanziamento dei servizi. Berlino ha scelto la tariffa puntuale sulla base del numero degli svuotamenti, mentre Roma, Parigi e Madrid hanno ancora un sistema più simile alla tassa in cui i cittadini pagano sulla base dei metri quadri dell’abitazione e di altri parametri meno puntuali (ad esempio il numero di abitanti per nucleo familiare per Roma).

Queste differenze hanno fatto emergere una non immediata facilità di comparare i dati anche legata alle differenti modalità di assimilazione dei rifiuti e di conteggio delle percentuali di raccolta differenziata. Parigi ad esempio considera solo i rifiuti urbani e la media di produzione pro capite è quasi la metà rispetto a quella di Londra. Anche le percentuali di raccolta differenziata sono calcolate con modalità leggermente differenti a seconda del contesto. Emerge in ogni caso come in questo campo la performance di Roma anche grazie al passaggio al nuovo servizio che sta toccando in progressione tutti i Municipi della capitale sia paragonabile alle altre capitali invitate all’incontro (Roma è arrivata nel 2014 al 38 % di raccolta differenziata).

La percentuale di raccolta differenziata raggiunta da Roma, seconda solo al 42% di Berlino tra le città prese in esame, rappresenta un importante risultato anche a fronte di una produzione pro-capite di rifiuti di circa 610 kg annui per abitante, dato inferiore solamente ai 970 kg di Londra, e di molto superiore ai 442 kg pro-capite di Berlino.

L’auspicio conclusivo è di perseverare nelle scelte definite dalle Direttive Europee che stabiliscono le priorità di gestione dei rifiuti e così come è successo a Vienna, alla fine degli anni ’80, con la chiusura delle discariche, anche a Roma Capitale possa partire una seria progettazione degli impianti necessari per chiudere in loco il ciclo ed evitare che ogni giorno quasi 200 camion partano per altre regioni italiane, portando via opportunità e ricchezza che potrebbero essere valorizzate in loco. Solo in questo modo la raccolta differenziata è sostenibile da parte dei cittadini.

Paola Muraro conclude l’incontro proponendo che “che il confronto tra le capitali possa   continuare per approfondire le molte tematiche emerse, in particolare gli aspetti tecnico-amministrativi ovvero l’ impiantistica di riferimento e le normative locali di ciascuna capitale” .

Questi, nello specifico, i dati relativi a tutte le città analizzate:

Madrid

Il sistema applicato nella capitale spagnola è quello maggiormente sbilanciato sul conferimento in discarica (39% circa). La percentuale di differenziata è al 17%, mentre il 26,2% è la quota di materiali destinati all’incenerimento. La raccolta differenziata è attiva per i rifiuti domestici (vetro, carta, imballaggi, indifferenziato) mentre i rifiuti ingombranti, RAEE e speciali vengono raccolti attraverso 17 strutture fisse e 5 veicoli.

La città si estende su una superficie di 604 km quadrati per un bacino di utenza costituito da 4.717.424 tra cittadini, turisti e pendolari. La produzione annua ammonta a circa 1.000.000 tonnellate (377 kg pro-capite). Il sistema di raccolta e trattamento viene finanziato attraverso una tassa applicata ad ogni cittadino proprietario di un immobile, oltre che con la vendita dei materiali recuperati con la raccolta differenziata, dell’energia prodotta attraverso la termovalorizzazione e del biometano derivante dal processo di digestione anaerobica dei rifiuti.

Parigi

Nella capitale francese lo smaltimento dei rifiuti è basato, in buona parte, sul trattamento termico con circa il 67% .La raccolta differenziata è pari al 13% e il 12,7% dei materiali viene conferito in discarica. Il bacino di utenza è di 6.695.233 abitanti (compresa la periferia), distribuiti su una superficie di 762 km quadrati. A Parigi in un anno si raccolgono complessivamente 2.548.107 tonnellate di rifiuti, con una media pro-capite di 440 kg. Il “porta a porta” è previsto per indifferenziati, vetro, carta, residui vegetali e materiali ingombranti, mentre i cassonetti stradali sono riservati a vetro, imballaggi e carta. In città sono poi presenti 45 centri di smistamento. Il servizio costa in media 94 euro ad abitante per la raccolta e il trattamento della differenziata e 180/200 euro a tonnellata per la raccolta e il trattamento dei materiali indifferenziati. La tassa rifiuti, che finanzia il servizio, è pari, in media, a 121 euro l’anno per abitante.

Londra

Nel caso di Londra i dati disponibili riguardano 12 aree amministrative (“boroughs”) su 33, pari a 3.280.000 sugli 8.200.000 totali per una superficie di 1.583 km quadrati. In questo segmento la produzione annua di rifiuti urbani è di 2.954.000 tonnellate, con una media pro-capite di 970 kg. La raccolta differenziata è al 34%, il 41% viene avviato in impianti di termovalorizzazione e il restante 25% in discarica. La raccolta viene gestita con un sistema misto che prevede sia la raccolta domiciliare sia quella con cassonetti stradali nelle zone maggiormente popolate. Il costo per il servizio in città è di 25 euro a tonnellata e nell’hinterland di 72 euro a tonnellata. Gli oneri per lo smaltimento variano dagli 11 euro/tonnellata per il recupero di materia ai 118 euro/tonnellata per il conferimento in discarica.

Berlino

Tra le realtà prese in esame la città di Berlino, con una percentuale del 42%, è al primo posto in Europa per rifiuti raccolti in modo differenziato ed avviati a recupero. Dal 2005 la legge tedesca proibisce lo smaltimento in discarica di rifiuti indifferenziati e ne consente l’utilizzo solo per una quota residuale di scarti. Circa il 33% dei rifiuti viene poi trattato in impianti di termovalorizzazione.. Il bacino di utenza è di 3.375.222 abitanti, distribuiti su un’area di 891 km quadrati. La produzione annua di rifiuti ammonta a 1.492.000 tonnellate, con un’incidenza pro-capite di 442 kg. I costi del servizio sono completamente coperti dalla tassa rifiuti, che viene calcolata sul volume/formato del cassonetto, e sulle frequenze di raccolta che stabilisce l’ utente.

Vienna

La città austriaca è nota per l’impianto di trattamento termico dei rifiuti, che tratta il 75% dei rifiuti indifferenziati prodotti (pari al 67% del totale) mentre il 5% di essi va a recupero di materia, il 14,5% diventa compost e il resto è formato da scorie dell’incenerimento che finisce in discarica. La raccolta differenziata, invece, si attesta al 33% di cui 8 % dedicata alla raccolta dell’ organico. L’estensione cittadina è di 415 km quadrati per una popolazione servita di 1.731.236 abitanti. La città produce annualmente 1.037.000 tonnellate di rifiuti (599 kg pro-capite). Anche in questo caso viene attuato un sistema misto con raccolta domiciliare e cassonetti stradali, a cui si affiancano strutture fisse dedicate ai rifiuti ingombranti e speciali. Il costo di raccolta e trasporto è in media di 100 euro a tonnellata. Per quanto riguarda i costi di smaltimento, l’incenerimento ammonta a 120 euro/tonnellata, mentre il recupero di materia da raccolta differenziata ha un costo di 60 euro/tonnellata.

Roma

Ama S.p.A. serve quotidianamente un bacino di utenza di 2.880.000 abitanti, su di un’area di 1.285 km quadrati, a fronte di una produzione annua di rifiuti di 1.775.000 tonnellate (610 kg pro capite). La raccolta differenziata è pari al 38%, di cui l’11% è rifiuto organico trasformato in compost e il 27% è recupero di materia (vetro, carta, cartone e imballaggi in plastica e metalli). Il sistema in via di estensione prevede due modelli: il “porta a porta” e la raccolta stradale. In entrambi i casi, comunque, la raccolta differenziata viene effettuata separando le 5 frazioni di rifiuto: organico; contenitori in vetro; carta e cartone; multi-materiale “leggero” (contenitori in plastica e metallo); materiali non riciclabili. Entro fine anno saranno serviti in tal modo 1.840.000 abitanti, nel 2015 il servizio raggiungerà tutta la città. Il costo per la raccolta e il trattamento della raccolta differenziata è pari a 130 milioni. I rifiuti indifferenziati, pari al 62% del totale, invece, vengono trattati ed avviati in parte a recupero energetico e smaltiti in discariche fuori regione.

 di Laura Veneri


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