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Stato dell'ambiente in Liguria

Stato dell'ambiente in Liguria

Il rapporto annuale evidenzia un miglioramento nella qualità dell'aria, l'aumento delle energie da fonti rinnovabili e la crescita della raccolta differenziata.

Diminuiscono in Liguria le emissioni in atmosfera, ma la qualità dell'aria per alcuni inquinanti è ancora critica in determinate aree del territorio regionale. Aumenta nel 2011 l'energia prodotta da fonti rinnovabili, soprattutto biogas e biomassa, oltre all'idroelettrico, l'eolico e fotovoltaico.
In crescita graduale anche la raccolta differenziata dei rifiuti, salita di quasi quattro punti percentuali rispetto al 2010 (29,92%), ma ancora distante dagli obiettivi previsti dalla normativa che prevedevano per il 2011 il raggiungimento del 45%. Sono questi alcuni elementi che emergono dalla fotografia dell'ambiente ligure presentata dall'assessore della Regione Liguria, Renata Briano nel corso della relazione sullo Stato dell'ambiente.

Un focus per capire quali azioni mettere in campo per salvaguardare l'ambiente e rendere trasparenti i dati.
"Si tratta di dati trasparenti - ha spiegato l'assessore Briano - che tutti possono consultare andando sul sito www.ambienteinliguria.it a dimostrazione che si vogliono dare elementi concreti su cui ragionare".

Dalla relazione emerge che sono ancora in diminuzione le emissioni per tutti i principali inquinanti, con un trend però che negli anni, a partire dal 1995, è sempre meno marcato.
Il trasporto stradale costituisce il maggior contributo alle emissioni di monossido di carbonio, ossidi di azoto e particolato fine (rispettivamente 69%, 42%, 40% del totale regionale). Le centrali termoelettriche rappresentano il maggior contributo alle emissioni di ossidi di zolfo (84%) e il secondo per ossidi di azoto (27%) e polveri sottili (15% PM10 e 22% PM 2,5). Incidono in modo non irrilevante sulle emissioni anche le attività portuali e gli impianti termici civili.

Nonostante la diminuzione delle emissioni si registrano ancora criticità in relazione alla qualità dell'aria per alcuni inquinanti: il limite della media annua degli ossidi di azoto è superato in alcune aree di Genova, Spezzino, Bormida e Busalla.

Per il PM10 se nel 2010 i limiti risultavano rispettati su tutto il territorio, nel 2011 a Cairo Montenotte si è registrato nuovamente il superamento del limite della media giornaliera; a Genova in un'unica postazione di misura è stato superato anche il limite di CO e benzene.
Sul fronte della gestione dei rifiuti, la Liguria, pur avendo diminuito sia la produzione dei rifiuti (977.706 tonnellate, il risultato più basso degli ultimi 5 anni), sia la quota conferita in discarica, è ancora lontana dall'obiettivo del 45% di raccolta differenziata previsto dalla legge.

Il miglior risultato si ha nella provincia di Savona dove si arriva quasi al 32%, anche grazie all'azione di alcuni Comuni virtuosi come Garlenda a quota 75,44%, Noli a quota 72,81%, Villanova d'Albenga con il 64,07% di raccolta differenziata, Pietra Ligure con il 61,02%, Laigueglia (52,95%), Onzo (49,20%), Arnasco (58,59%).
Nelle altre province superano l'obiettivo Camporosso in provincia di Imperia (54,61%) e Casarza Ligure in provincia di Genova (45,70%). Mentre la Provincia di Genova nel complesso supera il 30%. Tra i Comuni capoluogo di provincia il miglior risultato in termini di raccolta differenziata viene raggiunto dalla Spezia con il 35,27%, seguita da Genova con il 30,99%, Imperia (24,53%) e ultima Savona con il 21,85%.

Da evidenziare che tra i 9 Comuni che centrano l'obiettivo della raccolta differenziata, 6, tra cui Garlenda, hanno attivo nel proprio territorio comunale la raccolta domiciliare.
Un incremento significativo ai risultati è atteso, per quest'anno, in considerazione dell'incremento del tributo di smaltimento introdotto dalla Regione Liguria con la legge n. 19 del 2011.
In aumento anche i siti industriali bonificati che passano dai 14 nel 2006 agli attuali 69. Negli ultimi anni l'attività regionale si è concentrata sulla bonifica, attraverso lo stanziamento dal 2000 al 2010 di 15 milioni di euro.


Minini