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L'impianto di digestione anaerobica di Albairate

L'impianto di digestione anaerobica di Albairate

Rinnovato e inaugurato l'impianto per il trattamento della Forsu gestito da Ecoprogetto Milano.

Ladurner Ambiente ha inaugurato l'impianto di digestione anaerobica e compostaggio di Albairate, che era stato reso in parte inutilizzabile a causa di un incendio nell'estate del 2014. Ad oggi l'impianto è in funzione e garantisce il trattamento dei rifiuti organici della zona ovest della provincia di Milano.

Grazie al trattamento della frazione umida  e dei rifiuti da sfalci e ramaglie provenienti da raccolta differenziata del verde in questo impianto si produce compost di qualità ed energia elettrica e termica.

L'impianto è in grado di trattare 70.000 t/a di rifiuti in una superficie complessiva di 40.000 m2 di cui 25.000 m2 coperti.

Come funziona l'impianto

Dopo l'accettazione e la pesatura l'umido viene scaricato dai mezzi direttamente nel capannone di ricevimento per il pretrattamento, dove viene depurato dai materiali inquinanti, ed in seguito avviato a digestione anaerobica. Nel digestore, la materia viene digerita dai batteri e viene prodotto  biogas, che viene recuperato per la  produzione di energia. Il digestore viene alimentato più volte al giorno e la soluzione viene riscaldata a circa 38 gradi e continuamente miscelata per evitare la sedimentazione del materiale. In questa fase viene prodotto biogas, che viene inviato al gasometro per il recupero energetico e digestato che viene inviato alla disidratazione e alla post fermentazione.

La frazione solida prodotto a seguito della digestione viene miscelata alla sostanza vegetale ed inserita nelle 6 biocelle, grandi box chiusi in cui viene creata circolazione d'aria che permette di avviare la fase aerobica. Nelle biocelle il materiale subisce il processo di bioossidazione accelerata della durata di 9 giorni.

Il sistema di controllo della biocella è estremamente efficace e l'aria esausta viene recuperata, deumidificata e rimessa in circolo, permettendo di ottimizzare i costi energetici del processo. Le biocelle sono chiuse quindi non c'è dispersione di odori e l'aria esausta è convogliata in condotte chiuse per avviarla a trattamento.

Al termine del processo in biocella, il compost fresco viene portato nelle aie posizionate internamente al capannone chiuso per la prima fase di maturazione della durata di 35 giorni. In questa fase il compost viene rivoltato con macchine rivoltacumuli. Trascorsa anche questa fase il compost viene portato in altre zone posizionate nel capannone adiacente per la seconda fase di maturazione dove rimane per 27 giorni. Dopo questo periodo, il compost maturo viene raffinato mediante doppia vagliatura e stoccato, poi trasferito in un'unica aia posizionata esternamente al capannone.

L'impianto è sicuro dal punto di vista dell'inquinamento degli odori perché tutta l'aria viene trattata grazie al biofiltro. Tutti i capannoni sono chiusi e in depressione, e tutta l'aria viene inviata al biofiltro, che è una macchina molto semplice, costituita da un substrato di legno, nel quale viene attivata una reazione biologica fatta da microorganismi che consumano la sostanza organica, ossia i composti odorigeni presenti nell'aria che viene ispirata e trattata. Il biofiltro immette aria inodore in atmosfera.

L'impianto produce infine energia da fonte rinnovabile. L'energia generata è utilizzata per i consumi interni dell'impianto ma può essere messa a disposizione per la rete pubblica di teleriscaldamento.


Minini