Camec

Ferrara, provincia della geotermia a bassa entalpia

Presto un impianto prototipo in una scuola per ricavare energia a impatto zero sfruttando il differenziale di temperatura tra terreno e sottosuolo.

Si chiama geotermia a bassa entalpia e significa che, in base a ricerche scientifiche e soluzioni tecnologiche di ultima generazione, è possibile sfruttare a fini energetici la differenza di temperatura fra il sottosuolo e la superficie del terreno.
Il lavoro lo fanno essenzialmente sonde e pompe scambiatrici di calore, che riescono a percepire anche sbalzi più ridotti di temperature rispetto alla geotermia come tradizionalmente si intende.
Di questo modo di produrre energia pulita, rinnovabile e ad impatto zero e capace di fare caldo e fresco a seconda delle esigenze, se ne occupano due progetti europei: GeoPower e Legend (acronimo di Low Enthalpy Geothermal Energy Demonstration cases for Energy Efficient building in Adriatic area).

Entrambi vedono la Provincia di Ferrara coinvolta in prima linea e beneficiaria di finanziamenti.
Il primo, già concluso, era teso a illustrare la praticabilità di questa strada, sul fronte degli obiettivi energetici posti dall’Unione europea entro il 2020: riduzione delle emissioni, minore impatto ambientale, fonti rinnovabili.

Il secondo, invece, si spinge oltre fino a mettere a punto impianti prototipi in grado di dimostrare che la tesi sta in piedi e funziona. Come funziona l’impianto che riscalda e condiziona, nel senso del fresco, l’intero aeroporto di Stoccolma in Svezia.“Legend – spiega l’assessore provinciale Davide Bellotti – è un progetto biennale che prevede la realizzazione di dieci interventi pilota, principalmente in scuole, e coinvolge più paesi come Montenegro, Croazia, Bosnia, Albania, oltre alla Regione Puglia e alla città di Teramo”.

Nel dettaglio, Ferrara riceve per questo progetto 460mila euro e saranno impiegati a breve per costruire un impianto in una scuola, che entro gennaio 2013 sarà individuata come sede ideale per l’esperimento.

Lo scopo è indurre privati ed imprese ad investire nella geotermia a bassa entalpia, con tutte le ricadute che questo può comportare in termini produttivi, di nuovi mercati, innovazione e trasferimento tecnologico alle imprese, opportunità occupazionali, migliore qualità ambientale, meno emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Legend si prefigge anche una forte campagna di comunicazione e trasferimento tecnologico agli operatori del settore, oltre alla realizzazione di un atlante della geotermia, utile strumento per chi desiderasse investire sulle due sponde dell’Adriatico.

Le prospettive di sviluppo del settore sono interessanti, dato che è stato calcolato che il 60% dell’energia consumata nell’Unione europea è assorbita dall’edilizia pubblica e privata, di cui i due terzi per riscaldare e raffreddare gli ambienti.

A supporto di questo dato va aggiunto anche il disposto di una Direttiva Ue, la quale stabilisce che da qui al 2014 ogni anno il 3% degli edifici pubblici dovranno eseguire interventi di riqualificazione energetica.

“Stando in prima fila rispetto a questa progettualità europea, Ferrara è destinata ad accrescere il proprio know how in settori sempre più chiave come l’ambiente, le energie rinnovabili, blu economy e tutto ciò che ha a che fare con il concetto della sostenibilità del nostro modello economico”. A dirlo è Stefania Leoni, referente per l’Emilia-Romagna dei progetti di cooperazione territoriale europea.
In questo senso si fa allettante il piatto da complessivi 90 milioni di euro di finanziamenti, che l’Ue mette a disposizione per la prossima programmazione strategica.


Link

HARDOX SSAB