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Galletti boccia le proposte delle Regioni sui termovalorizzatori

Galletti boccia le proposte delle Regioni sui termovalorizzatori

L'articolo 35 del decreto legge “Sblocca Italia” continua a non mettere d'accordo Governo e Regioni.

Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente, in audizione alla commissione Ecomafie, ribatte alla Conferenza delle Regioni che lo scorso 20 gennaio ha dato parere favorevole condizionato sul decreto attuativo del comma 1 dell'art. 35 dello Sblocca Italia. Le Regioni hanno posto parere favorevole condizionato all'accoglimento di emendamenti e osservazioni. Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise hanno espresso parere contrario.

Il Ministro Galletti ha detto "le Regioni e le Province autonome hanno richiesto uno specifico emendamento, che di fatto è volto a limitare la portata applicativa del provvedimento in quanto viene richiesta l’introduzione di una esplicita indicazione della natura meramente “ricognitiva” dell’impiantistica di incenerimento da realizzare, nonché  la richiesta di istituzione di un’apposita  “Cabina di regìa” per il coordinamento e l’elaborazione della strategia nazionale sui rifiuti.

Al riguardo, si fa presente che l’emendamento è stato valutato dalle strutture tecniche del mio Ministero non ammissibile, in quanto si pone in palese contrasto con le disposizioni dell’articolo 35, comma 1 dello “Sblocca Italia”, che attribuisce all’emanando d.P.C.M. l’individuazione puntuale (e non una mera “ricognizione”) dell’impiantistica necessaria per coprire il fabbisogno residuo di incenerimento determinato con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Più in particolare, la proposta emendativa delle Regioni pretenderebbe di “riservare” ai piani regionali l’individuazione dell’effettivo fabbisogno impiantistico, con ciò contraddicendo il ruolo che la legge attribuisce a tali piani come semplice parametro da “tenere in considerazione” ai fini della predetta individuazione; si rileva, altresì, che l’individuazione dei nuovi impianti da realizzare non può avere natura meramente “ricognitiva” – come vorrebbero le Regioni – in quanto l’art. 35, comma 1, stabilisce espressamente che i suddetti impianti “costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”, con ciò attribuendo al contenuto del d.P.C.M. un preciso effetto circa il regime giuridico di tali impianti e i procedimenti di approvazione e realizzazione dei relativi interventi”.

Per quanto concerne, invece, la richiesta di istituzione della “Cabina di regìa” vi è una valutazione positiva del mio Ministero. Su questo ho già dato mandato alle mie strutture di prevedere nello stesso testo del decreto l’istituzione di un’apposita Cabina di regìa presieduta dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, cui partecipano i Presidenti delle Giunte regionali e delle Province autonome, e che si avvale del supporto tecnico della Direzione generale  competente del mio Ministero. Ciò risponde all’esigenza di garantire la realizzazione coordinata degli interventi da realizzare in attuazione del provvedimento e allo scopo di assicurare l’efficace coordinamento delle procedure attuative. 

Pertanto, ferma restando la suindicata posizione del Ministero, lo schema di d.P.C.M. ai sensi del comma 1 dell’art. 35  del decreto legge n. 133 del 2014, sarà sottoposto alla prossima seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome in sede politica per la definitiva acquisizione del parere.

Ciò premesso, considerato che non sussistono criticità di natura tecnica, tenuto conto dall’ampio confronto svolto, sono fiducioso che si arriverà ad una soluzione largamente condivisa."


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