CAMEC 2021
Le biomasse in aiuto alla geotermia

Le biomasse in aiuto alla geotermia

Realizzato un impianto a biomassa forestale di filiera corta che integra la produzione con 5 MW di potenza aggiuntiva, che consente oltre 30 GWh/anno di maggior produzione con più di 13mila tonnellate annue di CO2 evitate.

Presso la centrale elettrica “Cornia 2”, nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina, Enel Green Power ha inaugurato il primo impianto al mondo che integra geotermia e biomassa.

L’impianto, allacciato alla rete elettrica nel luglio 2015, utilizza la biomassa per surriscaldare il vapore geotermico incrementando l’efficienza energetica e la produzione elettrica del ciclo geotermico. All’impianto esistente è stata infatti affiancata una piccola centrale alimentata a biomasse vergini di “filiera corta”, di origine forestale prodotte in un raggio di 70 km calcolato in linea d’aria dalla collocazione dell’impianto: grazie alla biomassa, il vapore in ingresso alla centrale è surriscaldato per passare da una temperatura iniziale compresa tra i 150 e i 160° a una di 370 – 380°, cosicché aumenta la potenza netta per la produzione di elettricità sia per la maggiore entalpia del vapore, sia per il rendimento del ciclo legato alla minore umidità nella fase di produzione.

L’investimento di Enel Green Power è stato di oltre 15 milioni di euro. Si tratta di un’innovazione tecnologica di grande valore perché è a impatto ambientale vicino allo zero, che integra un insediamento industriale già esistente, mantiene la totale rinnovabilità della risorsa e del ciclo e anzi coniuga due fonti rinnovabili per una produzione che apre nuovi scenari a livello internazionale. La potenza di 5 MW incrementa la producibilità di oltre 30 GWh/anno e complessivamente l’operazione consente un risparmio ulteriore di CO2 che supera le 13.000 tonnellate annue. Molto importante anche la ricaduta occupazionale che, tra gestione diretta e indiretta per il reperimento della risorsa nel processo di filiera corta, conta dai 35 ai 40 addetti.

Altri benefici derivano dall’uso efficiente dei sottoprodotti agricoli e agroindustriali, dalla manutenzione ottimale del patrimonio forestale con conseguente prevenzione del rischio idrogeologico, dallo sviluppo sostenibile delle colture energetiche e dalla significativa disponibilità di calore di tipo coogenerativo.

"Questo impianto ha molti punti a favore - ha commentato l’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana Federica Fratoni -: Primo perché coniuga due tecnologie che partono da fonti rinnovabili, geotermia e biomasse, che migliorano le performance e sviluppano una economia tutta locale legata alla filiera corta del legno riducendo le emissioni in atmosfera”.
“La fase dello sviluppo in grandi numeri della geotermia è finita. Per questo - ha sottolineato l'assessore - dobbiamo puntare sull'innovazione tecnologica e consentire, dove ci siano le condizioni e in perfetta sintonia con i territori, lo sviluppo di nuove frontiere come la media e la bassa entalpia".

"Lo sforzo di tutti non può che essere quello di favorire una diffusione della geotermia che faccia da motore ad uno sviluppo economico adeguato. Questo - ha concluso - partendo dall'assunto che la geotermia è una fonte rinnovabile e controllata e il suo utilizzo avviene nel pieno rispetto dell'ambiente".


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