La distillazione sottovuoto per bonificare aree industriali contaminate

La distillazione sottovuoto per bonificare aree industriali contaminate

“In Europa i terreni contaminati solitamente sono composti da discariche permanenti di rifiuti pericolosi o riciclati termicamente in fornaci a rotazione con grandi dispendi energetici ed elevate temperature“, racconta Reinhard Schmidt, CEO delle industrie econ. “Oltre ai problemi conseguenti quali l'occupazione del suolo e la possibile contaminazine delle falde acquifere e dell'aria, questo procedimento genera un ulteriore svantaggio: i terreni contaminati devono essere asportati e trasportati – talvolta per lunghe distanze in Europa. Inoltre l'elevato inquinamento dell'aria generato dalla movimentazione dei camion utilizzati per il trasporto ed alimentati da combustibile diesel, unito al pericolo costante di incidenti per il trasporto di carichi pericolosi, sono sempre presenti". I moderni impianti di distillazione sottovuoto invece sono in grado di bonificare efficacemente i terreni contaminati liberando inoltre le strade.

Questi sono gli argomenti che hanno convinto la compagnia energetica francese Areva ed i rappresentanti regionali di Miramas, un cittadina nel sud della Francia, ad adottare la tecnologia ambientale messa a punto in Germania. Un impianto di distillazione sottovuoto è stato in grado di bonificare circa 70,000 tonnellate di terreno contaminato principalmente dal mercurio, PCB (policlorobifenil) e da composti aromatici azotati fino all'autunno 2015.

Utilizzando la distillazione sottovuoto tali contaminanti possono essere fatti evaporare quasi completamente dal terreno e quindi ricondensati sotto forma di liquidi. Contrariamente a quanto avviene durante il trattamento termico nelle fornaci rotative con questo procedimento non viene rilasciato alcun contaminante nei condotti di scarico. Una asciugatrice ermeticamente sigillata, all'interno della quale il terreno viene trattato in specifiche condizioni, rappresenta l'elemento chiave del processo eco sostenibile.

La ridotta pressione – equivalente solo ad una frazione della pressione atmosferica – riduce drasticamente il punto di ebollizione dei contaminanti. Per questo i requisiti energetici e le emissioni di CO2 del sistema sono drasticamente inferiori ai livelli raggiunti dal metodo delle fornaci rotative. Inoltre il deposito dei terreni decontaminati nelle discariche non è più necessario nella maggior parte dei casi ed il riutilizzo on-site dei materiali di riempimenti diviene una opzione attuabile.


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