Il nuovo depuratore di Trieste dialoga con il mare

Il nuovo depuratore di Trieste dialoga con il mare

L'impianto a regime calibrerà l'intensità del trattamento in base alle condizioni dell'ecosistema marino.

A maggio entrerà in funzione a Trieste il nuovo depuratore che sarà un impianto all’avanguardia dal punto di vista delle tecnologie e dell’efficienza. Oltre cento persone hanno lavorato e stanno lavorando al cantiere complesso dove è stata organizzata una puntuale gestione della sicurezza. È un impianto di grande innovazione in quanto la sostenibilità ambientale dell’impianto è garantita dal fatto che sarà in simbiosi con il mare e bilancerà l'intensità del trattamento in armonia con le condizioni dell'ecosistema marino.
L'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, ha compiuto un sopralluogo al cantiere del nuovo depuratore di Servola a Trieste. Un'opera dal costo complessivo di oltre 52 milioni di euro che va a sanare una situazione sulla quale pende, dal 2008, una procedura di infrazione ambientale da parte dell'Unione europea.
E proprio su questo tema l'assessore ha sottolineato come tutti stiano facendo la loro parte e che l'obiettivo "è quello di accelerare - ha detto - per recuperare il tempo perduto in passato, in considerazione anche dell'impegno dell'Attuale amministrazione regionale che fin dall'inizio del proprio mandato, con la sottoscrizione dell'Accordo di programma del 2014 e il reperimento delle risorse, ha deciso di imprimere un'oggettiva velocizzazione al progetto".
L'assessore ha anche voluto mettere in evidenza la collaborazione degli enti scientifici come l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa) e l'Istituto nazionale di Oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs). In particolare quest'ultimo attuerà un monitoraggio costante delle quantità delle sostanze nutrienti presenti in mare. "Abbiamo messo insieme le migliori professionalità tecnico scientifiche del territorio - ha spiegato Vito - affinché il risultato finale possa essere all'altezza delle aspettative".

Un sistema di trattamento delle acque, come ha illustrato il project manager Enrico Altran, di tipo biologico che garantirà, in osservanza a quanto prescritto dall'Unione europea, il perfetto equilibrio dell'ecosistema del Golfo di Trieste.


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