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Carta canta

Carta canta

Reggiana Ambiente e Recuperi (RAR), dove il riciclaggio è un valore. Viaggio nell’impianto che tratta imballaggi cellulosici.

In provincia di Reggio Emilia, a Barco di Bibbiano, si è da poco trasferita una realtà dinamica che si occupa della valorizzazione dei rifiuti da imballaggio cellulosico.
La Reggiana Ambiente e Recuperi Srl (RAR) nasce nel 2006 a seguito dell’acquisizione di un ramo d’azienda di una piattaforma Comieco operante tra le province di Reggio Emilia e Modena.
L’azienda è guidata dalla Sig.ra Stefania Gabrici, che ha gentilmente accolto la redazione di Recycling Industry per un breve tour nell’impianto. Comunicare il valore del riciclaggio per garantire al rifiuto una nuova vita quale risorsa è obiettivo della società reggiana. E così sono un valore la carta e il cartone trattati. La Sig.ra Gabrici è affiancata nel suo lavoro da addetti qualificati, per la maggior parte donne. La loro competenza sta proprio nell’esperienza acquisita sul campo.
La filosofia di RAR è diversificare i materiali al meglio possibile per produrre più tipologie di materiali trasformati. È una delle poche realtà in Regione che producono deinking, una miscela di carta grafica, destinata alla produzione di carta per la stampa di libri, riviste e giornali.
I prodotti finali sono garantiti dall’abilità degli operatori e dalle tecnologie di cui è composto l’impianto.
L’impianto ha una potenzialità di otto tonnellate orarie per i flussi degli imballaggi in carta mista e riceve la materia prima dalle multiutility (raccolta differenziata porta a porta), dalle aste Comieco e da acquisizioni sul mercato. Carta e cartone hanno due ingressi separati perché affrontano due percorsi diversi. Nella zona di ricezione, sita all’interno dell’edificio, l’operatore addetto alla movimentazione tramite pala meccanica, provvede all’accumulo temporaneo del materiale e all’alimentazione dell’impianto di trattamento, il cui punto di partenza è costituito dalla macchina aprisacchi, che apre e svuota i sacchi e regola l’approvvigionamento costante di materia nell’impianto. Dall’aprisacchi, il materiale viene confluito tramite nastro a due separatori balistici che provvedono alla divisione dello stesso in base alla pezzatura e alla forma. Si generano così quattro flussi: due vanno direttamente alla pressatura e i rimanenti sono sottoposti alla cernita manuale sull'isola di selezione. I materiali così valorizzati vengono pressati e imballati e sono pronti per la loro nuova vita.

 

di Laura Veneri

 


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