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Nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti urbani in Argentina

Nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti urbani in Argentina

Amut-Ecotech protagonista a Buenos Aires con il nuovo impianto installato per la differenziazione e il trattamento dei rifiuti urbani

È targato Amut-Ecotech il nuovo impianto installato in Argentina da Tecsan per la differenziazione e il trattamento dei rifiuti urbani: si tratta di tre linee per una capacità giornaliera di 20 ton/ora per ogni linea.

L’impianto, il primo in Argentina di questa tipologia, ha l’obiettivo di trattare il 20% dei rifiuti provenienti dalla Città di Buenos Aires: ogni giorno da quell’area provengono 5000 tonnellate di rifiuti, 1000 delle quali dovranno essere quotidianamente trattate da ciascuna delle tre linee di cui è composto l’impianto, per il quale TECSAN, il cliente di Amut, ha investito 100 milioni di pesos.

La nuova tecnologia utilizzata permette il riutilizzo e la commercializzazione dei materiali valorizzabili, oltre che l’ottimizzazione dell’uso dello spazio della discarica con la biostabilizzazione della frazione umida.

Elemento chiave dell’efficienza dell’ impianto è la tecnologia di differenziazione

La prima fase operativa prevede il recupero dei rifiuti, che vengono suddivisi in materiale organico e secco-plastico-carta-cartone: ‹‹In questa fase interviene il vaglio rotante - spiega Giancarlo Martini, responsabile tecnico-commerciale di Amut-Ecotech - macchina prodotta da Amut che permette di dividere il rifiuto secco (che verrà poi ulteriormente selezionato) dal rifiuto organico (che sarà diretto al compostaggio); inoltre, usando speciali calamite, si separano i metalli ferrosi e non ferrosi ››.

Successivamente:

1. i rifiuti secchi vengono suddivisi per tipologia (carta, vetro, plastica) e poi impacchettati e commercializzati per la ri-lavorazione;

2. i rifiuti umidi vengono immessi nei bioreattori dell’impianto, per il trattamento biologico;

3. i rifiuti non valorizzabili vengono inviati in discarica;

4. un sistema di deodorizzazione immette l’aria aspirata dall’impianto in un biofiltro per poi essere rimessa in atmosfera priva di odori.

Come funzionano i bioreattori, o bacini di compostaggio?

Essi vengono caricati ogni due giorni, dopodiché una macchina stende sui cumuli un telo traspirante. I cumuli saranno chiusi ermeticamente per un periodo di 27 giorni, durante i quali si inietterà ossigeno tramite turbo soffiatori. Il processo interno ai cumuli sarà monitorato grazie ad un software che controlla l’umidità, il livello di ossigeno e la temperatura, con la possibilità di correggere eventuali anomalie sulla base di parametri standard.

Al termine del processo, si otterrà il materiale biostabilizzato: completamente inodore, sarà utilizzato come un inerte per la copertura della discarica.

 


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