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Montagna 2000 fa chiarezza dopo la sentenza che la condanna a pagare il Comune di Berceto

L'Amministratore Emilio Guidetti commenta: "Cambiando l’ordine dei fattori (e alterandone e nascondendone altri) il risultato cambia".

Montagna 2000 fa chiarezza dopo la sentenza che la condanna a pagare il Comune di Berceto

Riportiamo il comunicato stampa di Montagna 2000 Spa in risposta ad un articolo di giornale apparso sulla Gazzetta di Parma, la società in house che gestisce il servizio idrico integrato nelle valli del Taro e del Ceno in provincia di Parma.

Il Tribunale di Parma ha emesso sentenza ed ha condannato la società a pagare circa € 600.000 al Comune di Berceto per rate di mutuo del servizio idrico; un grande  risultato  che i colleghi  del Sindaco di Berceto hanno ottenuto, nel 2016 e 2017 , con meno proclami e meno spese legali negoziando con la società un piano di rientro onorato, in forma e sostanza. VERO

L'articolo apparso sul quotidiano Gazzetta di Parma giovedì 17 gennaio ’19 afferma che “nell’ex ambito territoriale che comprendeva Berceto c’è un'altra dozzina di Comuni che potrebbe essere interessata da una situazione analoga” affermazione FALSA ed evidentemente non verificata in quanto la società ha da tempo messo in sicurezza con atti transattivi tutti i mutui dovuti ai Comuni Soci.

Il Signor Sindaco del Comune di Berceto, socio della società fino al 14 marzo 2017 , deve essere ritenuto quantomeno distratto se in tutte le assemblee non ha mai messo a verbale nulla di quanto invece riesce bene a scrivere sugli organi di stampa ad anni di distanza; paiono evidenti finalità politiche nell’agire piuttosto che la voglia di risolvere i problemi.

In merito alla omissione di parte della verità si ritiene doveroso che proprio negli articoli di Legge con i quali il Signor Sindaco di Berceto ritiene di inchiodare Montagna 2000 S.p.A. si trovano una serie di altri elementi di analisi; in particolare:

1.   Il vincolo di Legge, per chi subentra nella gestione, di pagare il valore degli asset al netto delle quote di ammortamento VERO; nel caso di specie se la gestione fosse legittima Berceto dovrebbero rimborsare alla società:

a.   € 689.110,51 per i cespiti iscritti a bilancio

b.   € 166.333,19 per le manutenzioni straordinarie fatte sulle reti di Berceto

2.   Nell’articolo di giornale, forse per una dimenticanza o per una mancata verifica delle informazioni offerte a fini propagandistici vengono dimenticate una serie di altre cifre di cui si potranno trovare facilmente giustificazione negli atti pubblici; in particolare:

Il Comune di Berceto ha indebitamente trattenuto € 18.750 di fondi PAA 2011-13 pagati dalla Provincia di Parma e destinati a Montagna 2000 S.p.A. (cfr. delibere della Regione Emilia Romagna e liquidazione della Provincia di Parma) ; ha indebitamente trattenuto € 94.448,90 di ulteriori fondi che la società (parte di essi sono serviti a pagare l’acquisto delle quote societaria dal Comune) ed infine ha fatto pagare i costi della energia elettrica e delle manutenzioni per un intero semestre nel 2016.

3. Nell’articolo di giornale e nelle comunicazioni della propaganda non si fa cenno al fatto che i mutui accesi dalla società hanno riguardato anche gli investimenti del Comune di Berceto e, oggi, la società sta pagando le rate di mutuo senza che siano state agite le condizioni di cui al punto 1.; quello che viene definito sui social “un partigiano” mi pare più essere uno che sta facendo pagare agli utenti di Montagna 2000 S.p.A. (quelli attuali) le proprie scelte a fini politici . Si dimentica infatti che la società agisce un’attività regolata da parte di un’Autorità dello Stato italiano che ha, fra i principi fondanti della Legge, l’integrale rimborso dei costi del servizio .

Rispetto ai millantati scenari apocalittici evocati negli articoli si precisa che la società , grazie ad una gestione attenta dell’ultimo triennio, ha potuto stanziare nel periodo 2016 – 2025 3.032.935,79per rimborso dei mutui ai soci, di cui  1.805.000,00 già spesati sui bilanci 2016 , 2017 e 2018 pertanto, come si evince nei fatti, non esiste nessuna guerra dell’acqua se non quella che a scopi propagandistici ha avviato il Signor Sindaco del Comune di Berceto.

Oltre a questo la società ha, sia nel 2017 e nel 2018, completato il P.O.I. degli investimenti recuperando parte degli investimenti non fatti nel 2016 (il recupero verrà terminato nel 2019  se il Sindaco di Berceto non avrà nel frattempo ottenuto di far fallire la società facendo perdere il lavoro a 42 dipendenti diretti); la serietà della società e del proprio agire è sancita nei fatti (e non nelle chiacchiere), è sancita dall’integrale rispetto delle pattuizioni del contratto di concessione, degli schemi regolatori, delle delibere di ARERA e di ogni altra Legge o regolamento debba essere applicato.

In altre occasioni abbiamo avuto modo di dire che l’acqua è un patrimonio indivisibile dello Stato e concessionata alla Regione Emilia Romagna, nel caso di Parma, e tramite questa ad ATERSIR che la concede, a pagamento, al gestore. Il ribadire, da parte del Sindaco di Berceto, che l’acqua è pubblica perché la gestisce lui è, come ama fare, un’alterazione della verità.

L’acqua è pubblica per definizione ma è anche pubblica quella che gestisce Montagna 2000 S.p.A. che è una società ad integrale partecipazione pubblica che però, a differenza del Comune di Berceto, è legittimata dagli Atti a gestirla .

Sarebbe di grande aiuto per comprendere le differenze, che venisse compilata a cura delle parti, una tabella comparativa che riporti, almeno, le seguenti informazioni:

  • 1. Estremi del provvedimento di autorizzazione a gestire il Servizio Idrico Integrato
  • 2. Estremi dell’atto di approvazione delle tariffe da parte di ARERA
  • 3. Estremi della rendicontazione su portale ARSI degli investimenti fatti negli anni
  • 4. Estremi del piano di autocontrollo concordato con AUSL e numero di analisi effettuate
  • 5. Nome e cognome del tecnico abilitato per il W.S.P. ed adeguatamente formato preso Ministero della Salute ;
  • 6. Parametri della RQTI di ARERA , obiettivi , scostamenti , ecc.
  • 7. Estremi del provvedimento di concessione e quietanza del pagamento dei canoni
  • 8. Altri elementi utili a comprendere le differenze

Sul tema di specie, in questo difficile mondo, il Signor Sindaco del Comune di Berceto passa per un eroe come se passasse per fenomeno  uno che guida ai 200 km./orari in autostrada, senza pagare la macchina, senza pagare la benzina, il pedaggio ed il panino nell’area di sosta e vantandosi di essere arrivato prima al traguardo.

Viene lodato  chi contravviene  le regole e, ancora peggio, come nel caso di specie fa propagando agitando la sentenza del Tribunale ma nemmeno citando che altri Atti di Autorità sono ignorati per comodo o, ancora peggio, che la vittoria politica che ritiene di avere avuto il Signor Sindaco di Berceto rappresenterà una strage sociale per un’intera comunità .

Il sedicente paladino della politica definita come insieme di iniziative e di provvedimenti promossi dalle istituzioni statali e dalle amministrazioni locali al fine di indirizzare o di programmare lo sviluppo economico della comunità, il paladino del vivere in montagna, otterrà l’effetto di causare la perdita di quarantadue posti di lavoro diretti ed un grande numero di indiretti causando il tracollo economico di una valle?! Mi pare possa essere un grande risultato per un Amministratore !

Noi, fino a quando ci sarà consentito, continueremo con il nostro lavoro che ha visto iniziare un percorso di risanamento fatto di serietà e di impegno e di poche chiacchiere, un percorso di equità per ridurre le tariffe all’interno delle regole, un percorso che aveva permesso di stanziare  risorse per il territorio: formazione, DAE per la sicurezza e progetti di investimento sulle scuole del territorio che, per i fini elettorali del Signor Sindaco di Berceto, verranno purtroppo revocate. Credo che nessuno dei dipendenti di Montagna 2000 S.p.A. abbia voglia di essere sacrificato dalla bieca speculazione del Sindaco di Berceto, o  almeno  lo  spero!

Sarebbe quanto mai utile che i giornalisti che hanno interesse alla verità intervistassero qualche dipendente, qualche fornitore, qualche Sindaco, anche di opposte fazioni politiche, per comprendere come e dove sono le differenze dopo il settembre del 2015 e sancire, definitivamente, il percorso serio di risanamento della scrivente all’interno delle regole e dei propri utenti che ha portato ad uniformare le fasce di consumo agli altri gestori delle Provincia di Parma pur con un territorio più complesso e ad attuare politiche di riduzione dell’impatto ambientale e, nel medio termine, di riduzione delle tariffe.


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