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La Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, il polo per l'economia circolare

La Biopiattaforma di Sesto San Giovanni è l'unico esempio a livello europeo di progetto di simbiosi industriale che andrà a unire depuratore e termovalorizzatore in un polo green e carbon neutral, in ottica di economia circolare.

La Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, il polo per l'economia circolare

La gara per la progettazione della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni dedicata all’economia circolare indetta da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è stata vinta da TBF + Partner AG, società svizzera realtà di riferimento nel settore ingegneristico in ambito ambientale.

Il nuovo impianto, grazie a un investimento da 47 milioni di euro, intende non solo diventare un punto di eccellenza per la produzione di biometano dalla frazione umida dei rifiuti (FORSU) e per la valorizzazione dei fanghi da depurazione, ma aspira a diventare un hub di innovazione per tutti gli impianti di depurazione gestiti da CAP, e un centro per la sperimentazione sulle acque reflue che consenta di implementare le ultime tecnologiche nel settore, in sinergia con altri player nazionali e internazionali, condividendo le scelte tecnologiche col territorio.

TBF avrà il compito di elaborare il progetto di simbiosi industriale che unirà in un unico polo green e carbon neutral (zero emissioni di Co2) altamente innovativo il depuratore di Gruppo CAP e il termovalorizzatore CORE S.p.a., Consorzio Recuperi Energetici.

L'iter per la realizzazione dell'impianto ha segnato un importante percorso di condivisione con la cittadinanza. Grazie al Nimby Forum è stato avviato un percorso partecipativo con i cittadini dei comuni interessati dal Progetto, che ha portato all'elaborazione di un documento consultabile a questo indirizzo: http://www.biopiattaformalab.it/

I numeri della biopiattaforma 

Il termo impianto per il trattamento dei fanghi valorizzerà 65.000 tonnellate/anno di fanghi umidi pari a 14.100 tonnellate/anno di fanghi essiccati, interamente prodotti dai depuratori del Gruppo CAP, generando 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e fosforo come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante. La linea di trattamento della FORSU invece tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi (FORSU) per la produzione di biometano, proveniente dai comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese, cioè i cinque Comuni lombardi che sono parte di CORE. Non solo, dai residui solidi delle acque trattate sarà possibile produrre più energia pulita, a fronte di un’evidente riduzione dell’impatto ambientale sul territorio circostante. 

Rispetto al termovalorizzatore attualmente in funzione è prevista una drastica diminuzione dei fumi e delle emissioni dannose (meno 76%) e l’annullamento delle emissioni climalteranti. L’avvio dell’impianto non solo consentirà di recuperare materia organica e trasformarla in energia, ma fornirà anche un forte impulso alla raccolta differenziata, portando benefici al territorio sestese in termini ambientali, occupazionali e come volano di crescita e sviluppo sostenibile.

La Biopiattaforma è un progetto unico in Italia, che esce dalla logica della linearità per seguire la circolarità della sostenibilità e puntare su ecodesign, recupero delle materie di scarto, riprogettazione industriale dei prodotti e delle filiere produttive, in linea con i principi della circular economy, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP.

TBF+ Partner AG, è leader internazionale in campo energetico e in particolare nel settore della valorizzazione termica dei fanghi di depurazione. Tra le opere realizzate, l’impianto di incenerimento fanghi di Werdhölzli, utilizzato per lo smaltimento di tutti i fanghi del cantone Zurigo.

Il progetto definitivo per la Biopiattaforma sarà presentato dalla società svizzera alla fine di novembre (120 giorni a partire dal 17 luglio) per l’avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), che comprende tra gli altri il VIA (Valutazione Impatto Ambientale).

"Con l’aggiudicazione  della gara per il progetto definitivo, aggiungiamo un tassello fondamentale alla realizzazione della riconversione dell’attuale impianto di CORE, commenta Marco Cipriano amministratore unico di CORE S.p.a. "Una tappa importante per dare un futuro certo al miglioramento dell’ambiente, alla salvaguardia dell’occupazione, alla valorizzazione dell’area industriale e ai benefici anche economici per i cittadini”.

BiopiattaformaLaB

Su proposta dei  5 comuni interessati  - Sesto San Giovanni, Cologno, Pioltello, Segrate e Cormano - nel mese di novembre 2018, Gruppo CAP e CORE hanno deciso di affiancare alla Conferenza dei Servizi preliminare, il processo partecipativo BioPiattaformaLab, allo scopo di ingaggiare la società civile e quei soggetti non coinvolti nell’istruttoria (comitati, associazioni, sindacati, etc.). 

A partire da novembre 2018 è stato avviato un processo partecipativo in più step che ha coinvolto gli stakeholder locali. Il progetto è stato quindi condiviso e sottoposto alle considerazioni e alle richieste della cittadinanza e delle organizzazioni locali. La stesura del progetto si è andata quindi ad arricchire dell’esperienza di confronto con il territorio, testimoniando quello che è stato un percorso unico in Italia con la realizzazione di alcune delle istanze proposte. 

Tra le richieste della cittadinanza recepite, possiamo citare il monitoraggio costante dei dati ambientali, i laboratori di partecipazione con la cittadinanza per definire le compensazioni, l’istituzione dei comitati consultivi dei cittadini (RAB, residential advisory board), proposte che hanno arricchito il bando per la progettazione finale.


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