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Cosa è il Green Deal Europeo e come sarà finanziato?

L'Unione Europea si è impegnata a diventare il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, obiettivo che richiede notevoli investimenti sia pubblici che privati. Cerchiamo di far luce sul piano di investimenti attraverso una serie di domande e risposte.

Cosa è il Green Deal Europeo e come sarà finanziato?

Cos'è il piano di investimenti del Green Deal?

Il piano di investimenti del Green Deal europeo (EGDIP, European Green Deal Investment Plan), altresì indicato come piano di investimenti per un'Europa sostenibile (SEIP, Sustainable Europe Investment Plan), è il pilastro di investimento del Green Deal. Almeno 1 000 miliardi di € in investimenti sostenibili saranno mobilitati nel corso del prossimo decennio nell'ambito del piano per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo. Il meccanismo per una transizione giusta, parte del piano, sarà mirato a garantire una transizione verde equa e giusta e mobiliterà almeno 100 miliardi di € di investimenti nel periodo 2021-2027 a sostegno dei lavoratori e dei cittadini delle regioni più colpite dalla transizione.

Tre sono i principali obiettivi del piano di investimenti del Green Deal europeo:

  • in primo luogo, incrementare i finanziamenti per la transizione e mobilitare almeno 1 000 miliardi di € a sostegno di investimenti sostenibili nel corso del prossimo decennio attraverso il bilancio dell'UE e gli strumenti associati, in particolare InvestEU;
  • in secondo luogo, creare un quadro che consenta facilmente ai privati e al settore pubblico di effettuare investimenti sostenibili;
  • in terzo luogo, fornire supporto alle amministrazioni pubbliche e ai promotori dei progetti ai fini dell'individuazione, della strutturazione e dell'esecuzione di progetti sostenibili.

Come sarà finanziato il piano di investimenti del Green Deal europeo? Come saranno mobilitati i 1 000 miliardi di €?Image

Divenire il primo blocco al mondo a impatto climatico zero entro il 2050 rappresenta nel contempo una grande sfida e una grande opportunità. Il bilancio dell'UE, gli Stati membri e gli operatori privati avranno un ruolo importante nel finanziamento del Green Deal europeo. Il bilancio dell'UE da solo non può essere sufficiente a contrastare i cambiamenti climatici o soddisfare l'imponente fabbisogno globale di investimenti. Gli Stati membri e gli operatori privati dovranno fornire il loro contributo.

Il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE, per i sette anni compresi tra il 2021 e il 2027, prevede investimenti sostanziali per obiettivi climatici e ambientali. La Commissione ha proposto che il 25 % del bilancio totale sia destinato a contribuire all'azione per il clima e alla spesa ambientale attraverso molteplici programmi quali il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il Fondo europeo agricolo di garanzia, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesioneOrizzonte Europa e i fondi LIFE. Nel complesso, calcolando su un periodo di 10 anni e partendo dal presupposto che gli obiettivi climatici post 2027 saranno quanto meno mantenuti, il bilancio dell'UE metterà a disposizione del piano di investimenti del Green Deal europeo 503 miliardi di €, stimolando cofinanziamenti nazionali aggiuntivi per circa 114 miliardi di € da destinare nello stesso periodo a progetti in materia di clima e ambiente.

InvestEU mobiliterà circa 279 miliardi di € di investimenti privati e pubblici nei settori del clima e dell'ambiente nel periodo 2021-2030 e fornirà una garanzia di bilancio dell'UE per consentire al Gruppo BEI e ad altri partner esecutivi di investire in un numero maggiore di progetti e in progetti a rischio più elevato, attirando investitori privati.

Affinché nessuno sia lasciato indietro, il meccanismo per una transizione giusta mobiliterà almeno 100 miliardi di € di investimenti nel periodo 2021-2027 grazie a finanziamenti provenienti dal bilancio dell'UE, a cofinanziamenti da parte degli Stati membri e a contributi di InvestEU e della Banca europea per gli investimenti (BEI). Ipotizzando un calcolo su dieci anni, il meccanismo per una transizione giusta mobiliterà circa 143 miliardi di €.

Infine, il Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione, che non fanno parte del bilancio dell'UE ma sono finanziati da una parte degli introiti provenienti da uno strumento strategico essenziale – la vendita all'asta delle quote nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE –, metteranno a disposizione circa 25 miliardi di € per la transizione dell'UE verso la neutralità climatica, con un'attenzione particolare, nel caso del Fondo per la modernizzazione, agli Stati membri con livelli di reddito più bassi.

Quale porzione di questi finanziamenti è costituita da nuovi capitali?

Il piano di investimenti del Green Deal europeo è basato sulla proposta della Commissione per il futuro bilancio a lungo termine 2021-2027, in base alla quale in questi sette anni il 25 % del bilancio dell'UE sarà destinato ai finanziamenti per il clima e saranno realizzati investimenti in obiettivi ambientali tramite vari programmi dell'UE. Ipotizzando un calcolo su 10 anni e partendo dal presupposto che gli obiettivi climatici post 2027 saranno quanto meno mantenuti, si prevede che il bilancio a lungo termine metta a disposizione 503 miliardi di €. Il prossimo bilancio a lungo termine 2021-2027 è attualmente in fase di negoziazione. I numeri sono calcolati su 10 anni, fatto salvo l'accordo definitivo sul prossimo bilancio a lungo termine e su quello successivo al 2027.

Il piano è inoltre basato sui contributi dei bilanci nazionali ai progetti UE, sugli investimenti pubblici e privati mobilitati tramite InvestEU e sui fondi ETS (Fondo per la modernizzazione e Fondo per l'innovazione).

Nell'ambito del piano di investimenti del Green Deal europeo, la Commissione ha proposto l'istituzione di un meccanismo per una transizione giusta, comprendente un nuovo Fondo per una transizione giusta. Quest'ultimo sarà dotato di nuovi fondi per 7,5 miliardi di € attinti dal bilancio dell'UE, che andranno ad aggiungersi alla proposta di bilancio a lungo termine della Commissione del 2018.

Sarà necessario modificare le attuali proposte relative al prossimo bilancio a lungo termine (2021-2027) per rendere disponibili i suddetti fondi dell'UE?

Il 2 maggio 2018 la Commissione ha presentato una proposta per un bilancio moderno, equilibrato ed equo che consenta di realizzare le priorità dell'Europa stabilite dai leader dell'UE a Bratislava nel 2016 e confermate a Roma nel 2017. Subito dopo sono state presentate le 37 proposte settoriali specifiche. Da allora la Commissione si è adoperata per far avanzare i negoziati, lavorando insieme alle diverse presidenze di turno del Consiglio e con il Parlamento europeo. Importanti progressi sono stati compiuti per quanto concerne sia il quadro generale sia molte delle proposte settoriali.

Con la stessa ambizione coltivata per il bilancio dell'UE, la Commissione cerca di perseguire le proprie priorità definite negli orientamenti politici. Un meccanismo ambizioso per una transizione giusta costituisce, in tale contesto, una priorità. È questo il motivo per cui la Commissione l'ha proposto già all'inizio del suo mandato.

Le proposte relative al meccanismo per una transizione giusta e al regolamento sul Fondo per una transizione giusta sono presentate in un momento in cui i negoziati sul bilancio a lungo termine dell'UE sono a buon punto e saranno pertanto integrate nel processo negoziale generale. L'obiettivo è garantire un risultato rispondente agli obiettivi che ci siamo prefissi, tenendo conto dei vincoli a livello più ampio. La proposta di bilancio a lungo termine non sarà pertanto riaperta e la Commissione prevede che le proposte saranno integrate nel quadro dell'accordo definitivo sul bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027. Lo schema di negoziato pubblicato dalla presidenza finlandese contiene una voce "per memoria" per il meccanismo per una transizione giusta, riconoscendo la necessità di uno stanziamento aggiuntivo per tale nuovo strumento.

I 1 000 miliardi di € nell'ambito del piano di investimenti del Green Deal europeo si sovrappongono all'obiettivo dei 1 000 miliardi da destinare ai progetti per il clima annunciato dalla Banca europea per gli investimenti?

La Commissione si è impegnata a mobilitare almeno 1 000 miliardi di € di investimenti nel corso del prossimo decennio per sostenere una transizione giusta e verde. Fondamentale sarà a tal fine l'apporto di InvestEU. Anche la BEI contribuirà a raggiungere tale obiettivo nell'ambito di InvestEU, a cui fa capo il regime specifico per una transizione giusta, che costituisce il secondo pilastro del meccanismo per una transizione giusta, come pure nell'ambito del terzo pilastro del meccanismo, che si configura come uno strumento di prestito per il settore pubblico. Il contributo della BEI al piano di investimenti del Green Deal europeo dovrebbe ammontare a 250 miliardi di € in termini di investimenti mobilitati nel quadro dei mandati dell'UE (ossia nell'ambito degli strumenti dell'UE e tramite il bilancio dell'UE).

La BEI ha inoltre annunciato il raddoppio del suo obiettivo climatico dall'attuale 25 al 50 % entro il 2025: il totale degli investimenti nel corso del prossimo decennio sarà pertanto pari a 1 000 miliardi di €, comprendenti sia le operazioni di finanziamento proprie della BEI sia quelle realizzate nell'ambito dei mandati dell'UE.

Qual è il rapporto tra piano di investimenti del Green Deal europeo e InvestEU?

Il programma InvestEU è stato proposto nel giugno 2018 nel quadro del futuro bilancio a lungo termine dell'UE e fa parte del piano di investimenti del Green Deal europeo, a cui è complementare.

InvestEU destinerà almeno il 30 % degli investimenti mobilitati a progetti relativi al clima e all'ambiente. Il programma contribuisce inoltre al meccanismo per una transizione giusta tramite un nuovo regime specifico volto a mobilitare 45 miliardi di € di investimenti sostenibili nelle regioni più colpite dalle problematiche legate alla transizione.

InvestEU avrà altresì un ruolo importante nella promozione di pratiche sostenibili tra i finanziatori e i promotori di progetti nei settori pubblico e privato, stabilendo norme per monitorare gli investimenti legati al clima e valutare l'impatto ambientale e sociale dei progetti. 

Infine, il programma InvestEU fornirà assistenza tecnica e consulenza tramite il polo di consulenza InvestEU, che aiuterà i promotori dei progetti nei settori pubblico e privato a individuare, sviluppare e attuare progetti di investimento verdi. Il portale InvestEU continuerà nel contempo a fungere da strumento online gratuito di facile utilizzo che offre alle imprese e ai promotori di progetti dell'UE alla ricerca di finanziamenti visibilità e la possibilità di fare rete con investitori di tutto il mondo.

Quale tipo di progetti saranno finanziati nell'ambito del piano di investimenti del Green Deal europeo? Chi può beneficiare dei finanziamenti?

I progetti finanziati nell'ambito del piano di investimenti del Green Deal europeo contribuiranno al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo, agevoleranno l'emergere di nuove industrie dell'energia pulita e dell'economia circolare e creeranno posti di lavoro di alta qualità per un'economia europea competitiva adeguata al XXI secolo.

I fondi e i programmi che contribuiscono al piano di investimenti del Green Deal europeo, quali InvestEU o il Fondo per una transizione giusta, forniranno finanziamenti su misura a un'ampia gamma di progetti. Potranno trarne beneficio, tramite programmi e prodotti specifici, sia progetti di piccole dimensioni (ad esempio il rinnovo energetico delle singole abitazioni) sia progetti di più ampia portata (ad esempio l'installazione di una rete di stazioni di ricarica dei veicoli elettrici). Il sostegno all'investimento sarà adeguato al livello di rischio di ciascun progetto. 

È possibile trarre indicazioni sul tipo di progetti che potrebbero essere finanziati da InvestEU, nell'ambito del piano di investimenti del Green Deal europeo, analizzando esempi di progetti di investimento sostenibili finanziati dal piano di investimenti per l'Europa, tra cui figurano: la modernizzazione dei servizi di teleriscaldamento a Budapest, il supporto all'installazione di pannelli solari sulle abitazioni private e l'aumento dell'efficienza energetica delle imprese industriali in Lituania o la modernizzazione della fornitura di elettricità e calore a Zagabria.

Particolare attenzione nell'ambito del meccanismo per una transizione giusta sarà prestata alle ripercussioni sociali ed economiche della transizione nelle regioni più esposte; saranno finanziati progetti di varia natura, riguardanti ad esempio la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso un supporto alle aziende e mediante l'assistenza alla ricerca di lavoro e alla riqualificazione delle persone in cerca di occupazione che hanno perso il lavoro a causa della transizione, come pure la ristrutturazione degli edifici e gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, le reti di teleriscaldamento e il trasporto sostenibile.

Come intende la Commissione garantire che vi sia un numero sufficiente di progetti finanziabili di alta qualità?

Uno dei compiti più impegnativi nella realizzazione del piano di investimenti del Green Deal europeo sarà lo sviluppo di una riserva di progetti di investimento che rispondano agli obiettivi strategici dell'UE. La disponibilità di simili progetti di investimento è ancora inferiore alla domanda. L'assistenza tecnica e la consulenza a tutti i livelli della pubblica amministrazione contribuiranno a individuare e preparare progetti sostenibili e consentiranno di potenziare le capacità dei promotori dei progetti.

Nell'ambito di tali sforzi, un supporto tecnico sarà messo a disposizione degli Stati membri tramite il programma di sostegno alle riforme strutturali per contribuire alla progettazione e all'attuazione di riforme che favoriscano la crescita. Il polo di consulenza InvestEU e le iniziative di consulenza sviluppate nell'ambito del programma InvestEU aiuteranno i promotori a individuare, preparare, sviluppare, strutturare, appaltare e attuare i progetti di investimento. La Commissione garantirà altresì che il sostegno, all'amministrazione pubblica come pure ai singoli progetti, sia fornito in maniera coordinata; potrebbe pertanto essere fornita assistenza per riunire opportunità di finanziamento diverse in piani regionali globali.

Per quanto concerne il meccanismo per una transizione giusta, la Commissione assisterà in prima battuta gli Stati membri e le regioni nella preparazione dei piani di transizione territoriali, e una piattaforma per una transizione giusta aiuterà poi a generare la riserva di progetti nelle regioni più esposte alle problematiche legate alla transizione.

Come intende la Commissione monitorare l'effettiva sostenibilità degli investimenti finanziati?

Il conseguimento degli obiettivi ambiziosi dell'Unione nel settore del clima sarà supportato da un sistema di comunicazione e monitoraggio rafforzato e solido, basato su metodologie specifiche scelte in funzione dei programmi.

A livello più generale, la Commissione terrà ogni anno un vertice sugli investimenti sostenibili coinvolgendo tutte le parti interessate. Il vertice sarà l'occasione di fare il punto sui progressi compiuti su tutti i fronti del piano di investimenti del Green Deal europeo e di individuare nuove linee d'azione.

Come sarà utilizzata la tassonomia dell'UE nel contesto del piano di investimenti del Green Deal europeo?

La Commissione accoglie con soddisfazione il recente accordo politico tra i colegislatori sul regolamento relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e introduce la tassonomia dell'UE; la tassonomia fornirà al settore privato un'interpretazione comune di investimento verde e getta le basi per l'istituzione di un sistema di classificazione a livello dell'UE per le attività economiche ecosostenibili. La Commissione preparerà la tassonomia per il clima entro la fine del 2020 e quella per tutti gli altri obiettivi ambientali entro la fine del 2021.

La tassonomia dell'UE sarà integrata nella metodologia basata su indicatori climatici di InvestEU che sarà utilizzata dai partner esecutivi di InvestEU.

La Commissione rifletterà inoltre su come il settore pubblico possa utilizzare la tassonomia dell'UE nell'ambito del Green Deal europeo, al di là di InvestEU.

In che modo il piano di investimenti del Green Deal europeo aiuterà i cittadini e le regioni più esposti alle ripercussioni della transizione verde?

L'UE è impegnata a conseguire l'obiettivo della neutralità climatica, ma la base di partenza non è identica per tutti gli Stati membri o tutte le regioni: per alcuni di essi la strada da percorrere per conseguire gli obiettivi in campo climatico è più lunga che per altri. Alcune regioni risentiranno inoltre più di altre delle ripercussioni della transizione, in particolare quelle in cui l'occupazione dipende dalle attività legate ai combustibili fossili, tra cui il carbone, la lignite, la torba e gli scisti bituminosi, o da processi industriali ad alta intensità di carbonio che emettono gas a effetto serra.

La trasformazione di tali regioni è indispensabile se si vuole conseguire l'obiettivo della neutralità carbonica. La transizione verde deve mettere al centro le persone e prestare attenzione alle regioni, ai settori e ai lavoratori che dovranno affrontare le sfide maggiori. Affinché possa dirsi riuscita, deve riuscire per tutti.

Per garantire che la transizione avvenga in modo equo, tenendo conto delle preoccupazioni degli Stati membri, delle regioni, delle imprese e dei lavoratori più esposti, la Commissione propone di istituire un meccanismo per una transizione giusta destinato a fornire un sostegno mirato.

In che cosa consiste il meccanismo per una transizione giusta e come sarà finanziato?

Se il piano di investimenti del Green Deal europeo è finalizzato a sostenere il Green Deal nel suo complesso, il meccanismo per una transizione giusta è specificamente destinato alle regioni più esposte alle ripercussioni negative della transizione. Ciò garantirà che la transizione verso la neutralità climatica sia realizzata a vantaggio di tutti.

Il finanziamento del meccanismo per una transizione giusta si fonda su tre pilastri:

  • Fondo per una transizione giusta - Il nuovo fondo disporrà di una propria dotazione finanziaria nell'ambito del bilancio dell'UE, che la Commissione propone ammonti a 7,5 miliardi di € in aggiunta alla sua proposta per il bilancio a lungo termine. Il fondo è oggetto di una nuova proposta legislativa presentata insieme al piano di investimenti del Green Deal europeo. A ogni euro del Fondo per una transizione giusta corrisponderà da parte degli Stati membri l'assegnazione di un minimo di 1,5 € e un massimo di 3 € a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale e sul Fondo sociale europeo Plus. Queste risorse provenienti dal bilancio dell'UE saranno ulteriormente integrate dal cofinanziamento nazionale secondo le norme della politica di coesione. Nel complesso, i finanziamenti saranno compresi tra i 30 e i 50 miliardi di € nel periodo 2021-2027. Il fondo fornirà sovvenzioni soprattutto alle regioni in cui è elevato il numero di occupati nel settore della produzione di carbone, lignite, scisti bituminosi e torba o alle regioni che ospitano industrie ad alta intensità di gas a effetto serra. Aiuterà, ad esempio, i lavoratori a sviluppare abilità e competenze per il mercato del lavoro del futuro e sosterrà le PMI ma anche nuove opportunità economiche che creano posti di lavoro in queste regioni. Sosterrà inoltre gli investimenti a favore di una transizione verso un'energia pulita, promuovendo ad esempio l'efficienza energetica.
  • Regime specifico per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU volto a mobilitare fino a 45 miliardi di € di investimenti. Attirerà gli investimenti privati a vantaggio di tali regioni e aiuterà le loro economie a trovare nuove fonti di crescita; potrebbe riguardare, ad esempio, progetti di decarbonizzazione, di diversificazione economica delle regioni o progetti relativi alle infrastrutture dell'energia, dei trasporti e sociali. Il regime sarà gestito secondo i principi alla base di InvestEU, in virtù dei quali una quota dei finanziamenti nell'ambito di InvestEU sarà incentrata sugli obiettivi di una transizione giusta. L'obiettivo di generare fino a 45 miliardi di € di investimenti corrisponde a una dotazione di circa 1,8 miliardi di € a carico del bilancio dell'UE per il programma InvestEU.
  • Strumento di prestito per il settore pubblico presso la Banca europea per gli investimenti, garantito dal bilancio dell'UE, destinato a mobilitare tra 25 e 30 miliardi di € di investimenti. Sarà utilizzato per concedere prestiti agevolati al settore pubblico, ad esempio per investimenti in infrastrutture nel settore dell'energia e dei trasporti, reti di teleriscaldamento e ristrutturazioni o isolamento degli edifici. Lo strumento di prestito si baserà su un contributo di 1,5 miliardi di € a carico del bilancio dell'UE e su un prestito della BEI di 10 miliardi di € a proprio rischio. Nel marzo 2020 la Commissione presenterà una proposta legislativa volta a istituire questo nuovo strumento di prestito per il settore pubblico.

Il meccanismo per una transizione giusta è più di un semplice strumento finanziario: servendosi di una piattaforma per una transizione giusta, la Commissione fornirà anche assistenza tecnica agli Stati membri, alle regioni e agli investitori e farà in modo che siano coinvolte le comunità interessate, le autorità locali, le parti sociali e le organizzazioni non governative. La piattaforma consentirà scambi bilaterali e multilaterali di esperienze sugli insegnamenti tratti e sulle migliori pratiche in tutti i settori interessati. La Commissione renderà inoltre più facile investire nella transizione, assicurandosi che il quadro normativo fornisca i giusti incentivi.

In che modo gli Stati membri possono beneficiare del sostegno del meccanismo per una transizione giusta?

I tre pilastri di finanziamento saranno legati tra loro da "piani territoriali per una transizione giusta". Sulla base dell'analisi della Commissione nel quadro del semestre europeo, gli Stati membri prepareranno uno o più piani territoriali, delineando il processo di transizione fino al 2030, in accordo con i piani nazionali per l'energia e il clima e la transizione verso un'economia climaticamente neutra. I piani territoriali per una transizione giusta individueranno i territori più esposti alle ripercussioni della transizione, che dovrebbero beneficiare di sostegno. Per ciascuno di questi territori i piani delineeranno le sfide sociali, economiche e ambientali e forniranno, se del caso, dettagli in merito alle esigenze e alle misure di diversificazione economica, riconversione professionale e riqualificazione ambientale.

L'approvazione dei piani da parte della Commissione consentirà di accedere a finanziamenti specifici del Fondo per una transizione giusta (pilastro 1 del meccanismo per una transizione giusta), nonché di InvestEU (pilastro 2) e dello strumento di prestito per il settore pubblico della BEI (pilastro 3). I progetti nelle regioni che dispongono di un piano per una transizione giusta approvato o i progetti da cui queste regioni traggono direttamente beneficio (anche se non sono condotti nelle regioni stesse) possono usufruire del regime specifico InvestEU e dello strumento di prestito per il settore pubblico, ma solo allorché i finanziamenti al di fuori dei territori individuati ne sostengano la transizione. Ciò riguarda in particolare i progetti di infrastrutture nel settore dei trasporti o dell'energia che migliorano la connettività di questi territori.

I territori che si avvalgono del sostegno del Fondo per una transizione giusta beneficeranno anche di un apposito strumento di assistenza tecnica che sarà istituito su iniziativa della Commissione.

Quali paesi potranno beneficiare del supporto del Fondo per una transizione giusta e con quali criteri esse saranno ripartite?

Il Fondo per una transizione giusta fornirà sostegno a tutti gli Stati membri dell'UE. La proposta è concepita per un'Unione di 27 Stati membri, tenendo conto dell'intenzione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea.

La distribuzione delle risorse finanziarie del Fondo per una transizione giusta rifletterà la capacità degli Stati membri di finanziare gli investimenti necessari per far fronte alla transizione verso la neutralità climatica. Il metodo di assegnazione prende in considerazione:

  • l'entità della sfida della transizione per le regioni a più elevata intensità di carbonio che emettono gas a effetto serra;
  • le sfide sociali alla luce delle potenziali perdite di posti di lavoro nell'industria, nelle attività estrattive di scisti bituminosi, carbone e lignite e nella produzione di torba, nonché dell'esigenza della successiva riconversione professionale dei lavoratori;
  • il livello di sviluppo economico degli Stati membri e la relativa capacità d'investimento.

Gli Stati membri integreranno la loro dotazione del Fondo per una transizione giusta attingendo alle risorse a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo Plus mediante un meccanismo di trasferimento. Metteranno inoltre a disposizione risorse nazionali a integrazione delle risorse dell'Unione, sotto forma di un cofinanziamento in linea con le norme della politica di coesione. Il livello del cofinanziamento dell'Unione sarà fissato in funzione della categoria di regione in cui si trovano i territori individuati. Le risorse complessive destinate al Fondo per una transizione giusta raggiungeranno in tal modo un valore compreso tra 30 e 50 miliardi di €.

In che modo il sostegno a titolo di InvestEU e dello strumento di prestito per il settore pubblico andrà a integrare il Fondo per una transizione giusta?

Il sostegno fornito attraverso il Fondo per una transizione giusta sarà integrato da un regime specifico per una transizione giusta nel quadro di InvestEU. Tale regime sosterrà una gamma più ampia di investimenti, fornendo in particolare un contributo alla transizione mediante il finanziamento di attività a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici, come gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili e le misure di efficienza energetica. Questo regime potrà altresì mobilitare risorse finanziarie a favore di infrastrutture nel settore dell'energia e dei trasporti, comprese le infrastrutture del gas e il teleriscaldamento, ma anche di progetti di decarbonizzazione, della diversificazione economica delle regioni e delle infrastrutture sociali. A ciò si aggiunge un nuovo strumento di prestito per il settore pubblico che, predisposto insieme alla BEI, concederà alle autorità locali finanziamenti agevolati a beneficio delle regioni interessate. Il regime InvestEU e lo strumento di prestito per il settore pubblico sosterranno investimenti non soltanto in progetti nei territori individuati a tal fine, ma anche in progetti che giovano direttamente alla transizione di queste regioni.

Quale ruolo gioca il Gruppo Banca europea per gli investimenti nel quadro del piano di investimenti del Green Deal europeo e del meccanismo per una transizione giusta?

Il Gruppo Banca europea per gli investimenti è un partner importante della Commissione europea. La sua partecipazione al meccanismo per una transizione giusta si esplica in due modi.

  • In primo luogo, è il principale partner finanziatore, con una quota pari al 75% della garanzia, a sostegno di InvestEU, la struttura portante del piano di investimenti del Green Deal europeo. Il meccanismo per una transizione giusta comprenderà inoltre un regime specifico per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU, finalizzato a generare investimenti aggiuntivi a beneficio delle regioni più esposte alle ripercussioni. Si applicheranno le condizioni generali di InvestEU e la BEI continuerà ad essere il partner privilegiato.
  • In secondo luogo, la BEI contribuirà a uno strumento di prestito per il settore pubblico destinato a sostenere le autorità nazionali e regionali con prestiti a tasso agevolato. Con un contributo del bilancio dell'UE di 1,5 miliardi di € e il prestito della BEI di 10 miliardi di € a proprio rischio, lo strumento di prestito per il settore pubblico potrebbe mobilitare tra 25 e 30 miliardi di € di investimenti pubblici nel periodo 2021-2027. Questo strumento sarà utilizzato, tra l'altro, per investimenti in infrastrutture nel settore dell'energia e dei trasporti, reti di teleriscaldamento, ristrutturazioni e isolamento degli edifici.

Come si esplicherà il contributo di InvestEU alla transizione giusta? Una parte della garanzia di bilancio sarà destinata a tale scopo? Si dovrà riaprire il regolamento per il vaglio dei colegislatori?

Il regolamento InvestEU non sarà riaperto. Una parte delle risorse finanziarie a titolo di InvestEU sarà incentrata sugli obiettivi di una transizione giusta. Ciò potrebbe generare investimenti fino a 45 miliardi di € nel periodo 2021-2027 a sostegno della transizione nelle regioni interessate, al fine di rispecchiare il criterio di ripartizione nazionale nell'ambito del Fondo per una transizione giusta. Il ricorso a InvestEU dipenderà tuttavia dalla domanda e dalla riserva di progetti, e la capacità di assorbimento delle regioni interessate sarà fondamentale per il conseguimento degli obiettivi. L'obiettivo complessivo di 45 miliardi di € corrisponde a una dotazione di circa 1,8 miliardi di € a carico del bilancio dell'UE per il programma InvestEU.

Per evitare di creare vincoli inutili alla presentazione di progetti, InvestEU sosterrà investimenti non soltanto in progetti nei territori individuati a tal fine (regioni che dispongono di un piano di transizione approvato a norma del regolamento sul Fondo per una transizione giusta), ma anche in progetti che giovano direttamente a tali regioni. Ciò riguarda in particolare i progetti di infrastrutture nel settore dei trasporti o dell'energia che migliorano la connettività di questi territori. Rispetto al Fondo per una transizione giusta, InvestEU consentirà anche investimenti in una gamma più ampia di progetti, grazie ai suoi criteri più ampi di ammissibilità. InvestEU finanzierà, tra l'altro, progetti di decarbonizzazione, la diversificazione economica delle regioni e le infrastrutture sociali, ma anche progetti infrastrutturali nel settore dell'energia e dei trasporti, comprese le infrastrutture del gas e il teleriscaldamento.

Come funzionerà lo strumento di prestito per il settore pubblico nell'ambito del Gruppo BEI? Chi saranno i beneficiari?

Lo strumento di prestito è destinato in particolare alle regioni che risentiranno maggiormente delle ripercussioni della transizione. L'esatta copertura geografica coinciderà con quella del regime per la transizione giusta di InvestEU (pilastro 2 del meccanismo per una transizione giusta), ossia progetti nelle regioni che dispongono di piani per una transizione giusta approvati nonché progetti che giovano direttamente a tali regioni.

Gli investimenti finanziati vanno dalle infrastrutture nel settore dell'energia e dei trasporti, alle reti di teleriscaldamento, alle misure di efficienza energetica, inclusa la ristrutturazione degli edifici, nonché alle infrastrutture sociali, e possono comprendere anche altri settori.

Il sostegno nell'ambito dello strumento di prestito per il settore pubblico è destinato a progetti che non generano introiti e che altrimenti non sarebbero finanziati. Tale strumento sarà pertanto complementare ai prodotti offerti dal regime specifico per una transizione giusta di InvestEU.

Nel marzo 2020 la Commissione presenterà una proposta legislativa volta a istituire questo nuovo strumento di prestito per il settore pubblico.

Fonte: Unione Europea


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