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Una startup italiana innova il modo di trattare i rifiuti

Una startup italiana innova il modo di trattare i rifiuti

Grycle è la combinazione d’innovazioni nella meccanica, nell'elettronica e nell'informatica.

Il progetto è nato nel 2016, quando Edoardo Carlucci si presentò in InnoVits, acceleratore d’impresa di base al MIP, Business School del politecnico di Milano, con un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria. “Dopo una visita a Ecomondo, l'evento di riferimento per la Green Economy, mi ero messo in testa che fosse possibile concentrare un intero processo industriale per il trattamento dei rifiuti in una macchina di piccole dimensioni.”, racconta Edoardo. “In questo modo deve essere possibile ritrasformare i rifiuti in materie, senza bisogno di raccoglierli e trasportarli per decine di chilometri, affinché raggiungano gli impianti per il trattamento industriale”.

“Il progetto era in fase embrionale” prosegue Carlucci. “Oltre ai disegni meccanici e a una serie di componenti stampati con stampanti 3D, si trattava di tante idee, ben confuse”.

In InnoVits Edoardo si vide smontare più volte l’idea, validare le proposte e alla fine il progetto morì e il team si sciolse. Sempre in InnoVits Edoardo conobbe Daniele Pes (Ingegnere) e Stefania Iacono Pezzillo (Economista), entrambi con esperienze industriali e imprenditoriali importanti nello sviluppo di innovazione in aziende consolidate. Pochi mesi dopo il nuovo team costituì Grycle srl e iniziò a lavorare a un nuovo progetto con obiettivi tanto definiti quanto ambiziosi.

“Volevamo dimostrare che fosse possibile realizzare processi di trattamento industriale dei rifiuti a monte della filiera, in prossimità di dove essi sono generati”, racconta Pes. “Avevamo in mente di sviluppare una tecnologia per il trattamento dei rifiuti abbastanza intelligente da rendere possibile la trasformazione dei rifiuti in risorse riciclabili, senza dover fare la differenziata a mano. L’idea del nuovo progetto era di abbattere i costi e l’impatto associati alla filiera di raccolta, differenziazione, trasporto dei rifiuti solidi urbani, trasformando i rifiuti in materie prime che possano essere riutilizzate indefinitamente”.

Dopo aver investito i propri risparmi, il team ha ricevuto un primo finanziamento da Corner Stones, veicolo d’investimento Milanese legato a InnoVits, che ha consentito di sviluppare i prototipi di Grycle fino alla versione più recente, focalizzata sulla macinazione, il riconoscimento e la separazione automatica di materiali di scarto plastici.

L’introduzione, in fase di riconoscimento automatico, di tecnologie ottiche avanzate ha conferito alla tecnologia un potenziale enorme in termini di capacità di identificazione dei materiali. “Siccome l’appetito vien mangiando”, racconta Stefania Iacono, “abbiamo rinforzato il team Tiziano Vincentini, Fisico prestato all’informatica. Grazie a Tiziano abbiamo aggiunto un modulo d’intelligenza artificiale che rende Grycle capace di evolvere nel tempo. Una macchina che impara, da se’ a riconoscere automaticamente nuove categorie di materiali”.

La combinazione d’innovazioni nella meccanica, elettronica e informatica ha condotto Grycle, all’inizio del 2020, a finanziarsi tramite una campagna di crowdfunding su CrowdFundMe. Campagna che ha avuto successo nonostante il lockdown abbia assorbito gran parte dell’attenzione degli appassionati d’innovazione.

“La crescente e diffusa attenzione sulle tematiche ambientali ha certamente contribuito a concentrare sul progetto l’attenzione degli attori industriali che operano nel mercato dell’economia circolare” conclude Pes. “Prova ne è la selezione di Grycle fra i progetti più rappresentativi di Ecomondo 2020”. Un ritorno quindi al punto da cui tutto è iniziato per un progetto che, nato e sviluppatosi nell’ecosistema dell’innovazione milanese, punta certamente a una scala globale.


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