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Acciai speciali: speranze di ripresa riposte nel 2025

Acciai speciali: speranze di ripresa riposte nel 2025

Stabilità e cautela, anche sulle scorte, stanno caratterizzando il mercato.

Il settore degli acciai speciali continua a mostrarsi in difficoltà e, in mancanza di segnali di un cambio di rotta immediato, le speranze di ripresa delle aziende del comparto sono riposte nel 2025.

È quanto è emerso nel webinar di siderweb dal titolo “Acciai speciali verso il secondo semestre”. 

Le prospettive per i settori utilizzatori di acciai speciali sono positive per il 2025, guardando agli ultimi dati di Eurofer (+2,1%). Per il 2024, a fronte di una produzione dei settori utilizzatori in calo rispetto al 2023, l’associazione europea dei produttori si aspetta comunque un incremento del consumo apparente di acciaio. Questo fenomeno è, «nella sostanza, legato a un ristoccaggio, atteso dopo 2 anni consecutivi di calo delle scorte. Il ritmo di questo destoccaggio, però, sta progressivamente rallentando. L’impressione, in base alle nostre fonti di mercato, è quindi che le previsioni potrebbero essere ulteriormente riviste al ribasso. Nessun operatore ci dà segni che sia in corso un sensibile riaccumulo delle scorte». Secondo quanto illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi siderweb, Stefano Ferrari (in foto), insomma, «essendo il consumo finale quantomeno stagnante e i prezzi senza una prospettiva netta di rialzo, la tendenza generale è votata alla cautela anche sulle scorte. Se non ci sarà uno strappo al rialzo dei prezzi, è difficile che assisteremo a un ristoccaggio come quello previsto».

L’altra tendenza che è stata delineata è quella dello scollegamento tra l’andamento del mercato e quello del prezzo del rottame negli ultimi 4-5 mesi. Le quotazioni della materia prima e del prodotto finito «sembrano essere diventate elementi indipendenti, mentre in passato erano molto più connesse» ha sottolineato Ferrari.

Proprio a proposito di prezzi (rilevati da siderweb sul mercato nazionale), dopo il picco toccato nella primavera 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina, da circa 4 mesi «si registra una certa stabilità, con le quotazioni che sembrano aver toccato il prezzo di atterraggio».

La parola agli operatori

Il tendenziale calo dei prezzi, per quanto riguarda il segmento degli acciai speciali lunghi, ha inciso sui produttori. Lo ha sottolineato Giovanni Bajetti, direttore commerciale e marketing di Acciaierie Venete (Padova): «Il primo trimestre dell’anno in termini di risultatati effettivi, ovvero di fatturato e consegnato, è stato a malapena sufficiente. È andata peggio per gli ordini acquisiti, soprattutto a marzo e ad aprile a causa delle difficoltà dei volumi e delle quotazioni. Questo significa che il secondo trimestre sarà ancora peggiore rispetto al primo per la marginalità».

Il comparto degli acciai speciali sta mostrando difficoltà anche dal punto di vista della distribuzione, come ha evidenziato Eric Mattioli, direttore generale di Interacciai (Reggio Emilia): «L’acquisito e lo spedito danno idea dello stato di salute della clientela e, se valutiamo solo questi primi mesi del 2024, i risultati sono pessimi. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il periodo attuale segue a due anni e mezzo di fortissima crescita. Tutti si aspettavano un periodo di flessione, ma non potevamo prevedere che esso durasse così a lungo». «Non vedo le basi per un rapido cambiamento dello scenario attuale – ha continuato Mattioli –. Verso la fine del 2024, dopo le elezioni europee e statunitensi, comprenderemo meglio quali politiche saranno implementate dai Governi e quali impatti avranno. Questa situazione crea attendismo e prudenza sul mercato e un cambio di marcia potrebbe arrivare nel 2025».

 


Cesaro Inventhor con griglia MO.BA