Il ministro Orlando in audizione alla commissione Ambiente del Senato

Estendere l’ecobonus alla ristrutturazione anti-sismica degli edifici, mettere in stand-by le centrali più inquinanti per dare spazio alle rinnovabili, definire dei Piani di rientro del debito per la gestione dei rifiuti, come è avvenuto nel campo sanitario.

Sono questi alcuni punti cruciali toccati dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando nell’audizione di ieri pomeriggio alla commissione Ambiente del Senato.
Per quanto riguarda l’ecobonus, il ministro ha affermato che “con un po’ di coraggio del governo, il meccanismo si dovrebbe rendere strutturale e penso debba essere esteso subito per ristrutturare gli edifici in chiave anti-sismica”. Per quanto riguarda il progetto sulle rinnovabili, al quale sta lavorando con il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, “l’idea – ha spiegato Orlando – è di ridurre una parte del parco centrali più inquinanti per offrire più spazio alle rinnovabili e darvi più continuità”. 
Sui rifiuti, invece, il ministro ha chiarito che il governo potrebbe intervenire nella “definizione di Piani condizionati di rinegoziazione e rientro del debito, come è successo in materia sanitaria, con il sostegno e l’assistenza di Cassa depositi e prestiti, per l’eventuale anticipazione dei flussi futuri accertati”. Inoltre, ha annunciato il ministro, è allo studio la revisione della tassa sui rifiuti. E ha dichiarato che, dopo l’approvazione del 15 giugno scorso da parte del governo del decreto legge che attribuisce al ministro dell’Ambiente il potere di nominare uno o più commissari ad acta per la gestione dei rifiuti in Campania, “sarò il primo a lavorare alla rimodulazione del Piano regionale, alla luce dei risultati importanti sul fronte della raccolta differenziata”. Per i rifiuti del Lazio, invece, ha affermato che entro fine luglio sarà individuato il sito alternativo a Malagrotta, così come è stato concordato con il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
Tra gli altri temi toccati da Orlando, l’Ilva, gli Ogm e l’acqua. Sull’Ilva ha osservato che “il nostro obiettivo deve essere quello di non consentire dilazioni pericolose, sia per la salute sia per il lavoro. L’Aia è in grado, se attuata completamente e nel rispetto dei tempi, di assicurare compiutamente la tutela dell’ambiente, ovvero di rendere sostenibile il processo produttivo dell’Ilva”. Sugli Ogm il ministro ha dichiarato che “non solo sosterremo ma continueremo a sollecitare tutti gli interventi proposti dal ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo tesi a impedire la semina Ogm”. Al contempo, però, ha notato, l’Italia continuerà a sostenere la revisione della normativa europea per consentire agli Stati membri la piena autonomia in materia e non compromettere così le nostre specificità agroalimentari e ambientali. Sull’acqua, ha aggiunto, “c’è bisogno di un intervento normativo urgente teso, più che a normare le forme di gestione già definite dal diritto comunitario in modo chiaro, a promuovere le politiche industriali e a sostenere gli investimenti, intervenendo a tutti i livelli”.
Inoltre, il ministro Orlando ha comunicato che entro l’estate sarà sottoposta al Consiglio dei ministri la decisione di introdurre nel nostro Paese lo strumento del debat public, da anni usato in Francia per la consultazione delle popolazioni locali. “Si tratta – ha ricordato – di un’indicazione contenuta nel documento dei saggi”.


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