Biomasse: rimodulare alcuni incentivi come chiede l'Antitrust

Utilizzare a fini energetici i sottoprodotti eliminando un costo per la collettività: tra 200 e 350 milioni di euro all’anno i benefici economici complessivi.

Con due lettere FIPER, Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, ha rotto gli indugi rivolgendosi direttamente al Governo, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Ministri Zanonato (Sviluppo Economico) e Orlando (Ambiente) affinché operino, con la massima sollecitudine, per risolvere due problemi che affliggono attualmente il settore delle energie rinnovabili ed in particolare quello delle biomasse solide.

Nella prima delle due lettere il Presidente FIPER, Walter Righini, invita il Premier, Enrico Letta e il Ministro dello Sviluppo Economico (informando contestualmente i Presidenti di Camera e Senato) a comunicare nei tempi più brevi possibili quali provvedimenti intendono prendere per rivedere il regime di incentivazione della generazione elettrica tramite biomasse secondo quanto chiesto dall’ Antitrust nella segnalazione inviata il 10 giugno al Parlamento, Presidente del Consiglio e Mse.
In quel documento l’Autorità Garante, recependo una denuncia di FIPER, riferisce di probabili distorsioni concorrenziali da eliminare, "eventualmente rimodulando il livello degli incentivi individuali concessi per contenere la spesa complessiva”.
FIPER infatti aveva denunciato all’Autorità stessa ad ottobre 2012 la distorsione, sul mercato di approvvigionamento delle biomasse legnose, del prezzo del cippato derivante dal riconoscimento del coefficiente k=1,8 sui certificati verdi prodotti agli impianti di sola produzione di energia elettrica a danno dei gestori delle centrali di teleriscaldamento, che non beneficiano di alcun incentivo sulla produzione di calore.

Nella seconda lettera inviata da FIPER al Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, si affronta invece un altro problema caro alla Federazione: quello del costo –opportunità per il Sistema Paese dell’impiego dei sottoprodotti a fini energetici, con particolare riferimento a quelli attualmente annoverati tra i rifiuti non pericolosi quali, ad esempio, le potature del verde urbano e le biomasse recuperate dalla gestione e pulizia degli alvei fluviali.
In particolare FIPER chiede al Ministro l’emanazione urgente del Decreto sui sottoprodotti che sarebbe già dovuto essere pronto alla fine della scorsa legislatura.
FIPER in questi mesi si è confrontata con la Segreteria Tecnica del Ministro per la definizione dei sottoprodotti ad uso energetico e per fornire agli imprenditori e investitori delle indicazioni precise per avviare impianti secondo le linee guida del DM 6 Luglio 2012 che riconosce un bonus aggiuntivo sulla tariffa incentivante per chi utilizza biomasse residuali. In quest’ottica Fiper ha sollecitato anche il Ministero dell’Agricoltura affinché pubblici i dati sulla tracciabilità delle biomasse in filiera corta per le aziende che beneficiano degli incentivi nella produzione di energia rinnovabile.
La logica del Decreto ampiamente condivisa è quella di premiare l’impiego delle biomasse residuali e disincentivare le colture dedicate, preservando in particolar modo i terreni dedicati alle colture food.
FIPER ha stimato il quantitativo di potature nazionale in circa 3\4 milioni di Ton\anno, con un costo di smaltimento pari a 150\240 milioni di euro a fronte di un possibile guadagno, in caso di utilizzo delle stesse a fini energetici, di 50\60 milioni all’anno.
Inoltre vi sarebbe un ulteriore ed immediato beneficio molto importante: la manutenzione del territorio e degli alvei fluviali avrebbero effetti importanti sulla prevenzione degli incendi e dei dissesti idrogeologici con un notevole risparmio di spesa per la collettività.
Il beneficio complessivo stimato si aggirerebbe intorno ai 210\340 milioni di euro all’anno


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