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Cosenza lancia il Natale a Emissioni Zero

Presentati a Ecomondo progetti e idee per la Città Sostenibile. Dalla Guida ai Green Jobs alle attività degli enti locali per ridurre la CO2. Entro l’anno 147 mila nuovi occupati nella Green Economy. Cosenza prepara un grande Zero Emission Christmas. In Veneto e Friuli Venezia Giulia un progetto-pilota per un mercato locale dei crediti di carbonio

Dalla Green Economy idee per combattere la crisi, creare nuova occupazione e ridurre la CO2 delle città. Nell’ambito della grande area Città Sostenibile - dedicata alla via italiana alla Smart City-  Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente hanno tenuto ieri pomeriggio a battesimo la Guida ai Green Jobs a cura dei giornalisti Tessa Gelisio e Marco Gisotti (Edizioni Ambiente). Una completa panoramica sui lavori verdi in Italia che prende in considerazione 20 settori economici e 125 figure professionali, dalle fonti rinnovabili al benessere. “è di qualche giorno fa la notizia che 1 azienda italiana su4 ha intrapreso una svolta green e che entro la fine dell’anno la Green Economy italiana avrà qualcosa come 147 mila nuovi occupati – ha sottolineato Marco Gisotti – In Italia l’economia sostenibile sta progredendo a passo svelto, dal solare all’alluminio, dall’agricoltura biologica al legno, ma ci sono ancora contraddizioni. Per esempio, in Italia si realizza il miglior truciolato del mondo ma buona arte degli scarti del legno vanno all’incenerimento per la produzione di energia e la materia prima del truciolare viene acquistata all’estero. Sul fronte dell’occupazione c’è forte domanda di professionalità specifiche ma non sempre la risposta è adeguata: in un anno in Italia ci sono poco più di 109 laureati in chimica. Il nostro sistema formativo non è ancora attrezzato per i Green Jobs e mancano efficaci sistemi per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro green”.

Il tema delle professionalità verdi coinvolge direttamente gli enti locali che vogliono migliorare la loro sostenibilità. Nel corso del pomeriggio è stato così fatto il punto sulle pratiche di riduzione della CO2 in alcune città italiane. Emblematico il caso di Cosenza che in poco tempo sta bruciando le tappe e lancia il primo Zero Emission Christmas. “Spesso non esistono competenze interne agli enti e si deve ricorrere a consulenze esterne aumentando i costi, per non parlare poi degli investimenti che il più delle volte vengono bloccati dal Patto di Stabilità – ha dichiarato l’assessore alla sostenibilità ambientale ed energie rinnovabili Martina Hauser - Al momento dell’insediamento della nuova Giunta la città non era affatto sostenibile: gli impianti c’erano ma non erano stati attivati. In un anno abbiamo fatto parecchio. Ora abbiamo il solare termico, il fotovoltaico, stiamo avviando la generazione di energia, abbiamo sostituito gli autobus con mezzi a metano e abbiamo vinto il progetto Smart City. Quindi, presto attiveremo il bike & car sharing elettrico. Il prossimo febbraio, Cosenza sarà la prima città italiana a calcolare il Carbon Footprint, ovvero le emissioni di gas serra. Ma prima la città vivrà il suo primo Emission Zero Christmas, tutti gli eventi natalizi non graveranno sulla collettività quanto a CO2 che verrà in parte ridotta e per il resto adeguatamente compensata”.

Presentato anche il progetto-pilota Carbomark per la promozione di un mercato locale dei crediti di carbonio su base volontaria. L’iniziativa coinvolge le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto,  21 aziende dei due territori, le Università di Padova e Udine e 21 aziende il contractor eAmbiente. “Il progetto vuole dare alle aziende la possibilità di compensare la CO2 senza rivolgersi all’estero ma valorizzando i boschi gestiti del proprio territorio attraverso crediti garantiti per almeno 30 anni – ha spiegato Federico Balzan di eAmbiente – Diverse le soluzioni per ottenere crediti da destinare a questo mercato: aumentare la provvigione in bosco, riducendo la deforestazione, al di fuori dello stock imposto dal Protocollo di Kyoto; ricorrere alla forestazione urbana con piani del verde volontari; utilizzando il Biochar, fertilizzante in grado di immagazzinare anidride carbonica ottenuto dalla pirolisi di biomassa vegetale”. 


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