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Bonifiche a Porto Marghera

Zaia e Orlando: coniugate semplificazione e efficienza senza ridurre attenzione ambientale

“Si è inaugurato un nuovo corso per la bonifica di circa 5800 ettari di Porto Marghera, dove il fondamento delle iniziative è la semplificazione, con procedure agevolate e conferenze di servizi più frequenti. Dico alle aziende venete, alle imprese che hanno interesse su Porto Marghera, che sta cambiando il mondo, che le autorizzazioni le voglio dare in trenta giorni, che il disinquinamento di Porto Marghera diventa realtà come avevamo promesso. E che questo significa milioni di investimenti”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, introducendo a Venezia l’incontro con la stampa assieme al ministro dell’ambiente Andrea Orlando sulle bonifiche del Sito di Interesse Nazionale di Porto Marghera, sulle quali la conferenza di servizi aveva all’ordine del giorno l’approvazione di una dozzina di progetti.
Siamo di fronte agli effetti positivi dei protocolli attuativi dell’accordo per Porto Marghera – è stato ricordato – rispetto ai quali la semplificazione non ha significato alcuna riduzione dell’attenzione in termini ambientali. Ora si tratterà di procedere e affinare questo “modulo” che, per Orlando, è mutuabile anche in altre situazioni nazionali, e convocare con maggiore frequenza le conferenze dei servizi per non lasciare mesi tra i progetti e il loro esame e per azzerare il pregresso, rispondendo alle ditte nei tempi più rapidi possibili. In proposito il Ministro ha assicurato che tornerà a Venezia già prima della fine dell’anno per chiudere la definizione dei termini complessivi del interventi su Marghera.
Zaia dal canto suo ha anche posto l’attenzione sulla necessità di accelerare le procedure all’interno del Ministero legate all’emissione dei decreti di autorizzazione ed esecuzione degli interventi di bonifica. Cosa oggi fattibile perché sono state ricostituite le strutture tecniche sulle quali, ha chiosato Orlando, era caduta la scure delle spending review. Oggi sono all’esame progetti di aziende strategiche, come la Sapio produzione idrogeno e ossigeno, l’Eni raffineria di Venezia, quello della Fincantieri e quello dell’Autorità Portuale: “si riparte da un’idea più evoluta di chimica – ha affermato il ministro – e anche di produzione compatibile e sostenibile. Ringrazio anche gli imprenditori che scommettono sulla riconversione di Porto Marghera”.
Rispetto all’attuazione dei protocolli, Zaia ha inoltre ricordato che la regione li ha resi applicabili anche alle aree di Porto Marghera “originarie” escluse dalla recente riperimetrazione del SIN. Si tratterà infine di trasferire alla Regione le risorse necessarie per mettere in sicurezza le sponde delle macroisoLE, a cominciare dalla chiusura del marginamento del Nuovo petrolchimico e di Fusina, che sono ora di competenza regionale.

 


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