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Ogni anno 1,4 mld per dissesto idrogeologico

Ogni anno 1,4 mld per dissesto idrogeologico

Federutility propone una raccolta regolare di dati, investimenti, una regia coordinata e investimenti.

“Dobbiamo scegliere se continuare a partecipare a commemorazioni per eventi connessi a frane o alluvioni oppure investire in prevenzione idrogeologica alzando anche la capacità di gestione. Alluvioni e siccità si alternano senza soluzione di continuità. Il risultato è che oggi si registra un costo pari 1,4 miliardi di euro per le emergenze connesse al territorio, senza contare il costo in vite umane. Le priorità? Combattere la mancanza cronica di dati, la difficoltà nel realizzare investimenti ed una articolazione di competenze istituzionali troppo complessa“.

Adolfo Spaziani, direttore generale di Federutility - la federazione che riunisce la totalità delle aziende dell’acqua oltre ad aziende del gas e dell’energia – illustra con queste parole il Rapporto Generale sulle Acque: obiettivo 2020, realizzato dalla Federazione e presentato a Firenze in occasione dell’anniversario dell’alluvione che colpì il capoluogo toscano nel 1966.

Lo studio ha riunito ed analizzato le ricerche che negli ultimi anni sono state realizzate da Istat, Protezione Civile, Ispra, Cresme ed altri soggetti pubblici e privati. Ne è emerso un quadro inquietante secondo il quale dei circa 30 mila km quadrati di aree “ad alta criticità idrogeologica” (soggette ad alluvioni, frane e valanghe) il 7,5% sono in territori montuosi e collinari ed il 19% sono su aree pianeggianti. Sono quelle stesse aree che in 50 anni - dal 1961al  2011 - hanno prodotto 4.082 morti, 83 dispersi, 2.851 feriti e 437.390 sfollati e senza tetto, con un costo economico per strutture ed infrastrutture dissestate di 62,4 miliardi.

Per il sottosegretario del Ministero dell’Ambiente, Tullio Fanelli: “il settore dell’acqua è dato per scontato. Con gli attuali cambiamenti normativi siamo invece di fronte ad un momento storico per uno sviluppo della governance e per una ricerca dell’efficienza. Si deve puntare alle smart grids dell’acqua, valorizzando gli aspetti positivi. L’eliminazione del rischio idrogeologico, ad esempio, significa aumento del valore del terreno, di un immobile, di un’area ad uso agricolo. Il taglio positivo potrebbe aiutare nella ricerca di finanziamenti”.


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