CAMEC 2021
Andrea Fluttero (FISE-UNIRE) “L’industria del recupero come snodo centrale dell’economia circolare

Andrea Fluttero (FISE-UNIRE) “L’industria del recupero come snodo centrale dell’economia circolare"

In occasione dell'inaugurazione di Recycling Factory, il nuovo impianto per la valorizzazione dei rifiuti derivanti da raccolta differenziata del Gruppo Benfante, Andrea Fluttero, Presidente UNIRE ha parlato della filiera del riciclaggio rifiuti.

Il 31 maggio 2017 è stato inaugurato in provincia di Alessandria ma vicinissimo alla città di Tortona, Recycling Factory, il nuovo impianto per la valorizzazione spinta delle raccolte differeniziate.

Prima della visita all'impianto, si è svolto un convegno cui ha partecipato anche Andrea Fluttero, Presidente di Fise UNIRE

Fluttero, durante il suo intervento, ha ricordato che alcune tra le principali Associazioni di imprese operanti nella Circular Economy, Assorecuperi, Assorimap, AssoseleFISE Assoambiente e FISE Unire, nella giornata del 30 maggio avevano sottoscritto il Protocollo d’intesa per la costituzione del “TAvolo Interassociativo Recupero e Riciclo” (TAIRR).

Un Tavolo permanente di consultazione e confronto tra le imprese del recupero e riciclo dei rifiuti sui temi di importanza strategica per il settore, per la messa in opera dei principi della “Circular Economy”, con l’obiettivo dichiarato di meglio rappresentare e far conoscere ai decisori tecnico-politici e all’opinione pubblica il ruolo strategico che questi soggetti rivestono nell’economia nazionale.

Da subito il focus del Tavolo si concentrerà sull’efficienza e concorrenza nel mercato del recupero e riciclo, eccessivamente condizionato da fenomeni di monopolio a causa della posizione dominante degli operatori pubblici, favorita dall’indiscriminata assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, attraverso cui ingenti quantitativi di rifiuti di provenienza commerciale e industriale vengono sottratti al libero mercato per essere gestiti in regime di esclusiva da pubbliche amministrazioni e loro partecipate. Situazione, questa, che impedisce di fatto il corretto, trasparente ed effettivo contenimento dei costi della gestione dei rifiuti, che ricadono immancabilmente su imprese e cittadini.

A tale riguardo le imprese del settore del riciclo attendono che veda la luce quanto prima il Decreto sui criteri di assimilazione, a più riprese annunciato. Tale provvedimento dovrebbe stabilire confini chiari e precisi nella raccolta dei rifiuti urbani e assimilati.

Un’efficace gestione dei rifiuti e un’effettiva valorizzazione degli stessi passano attraverso il ricorso al mercato”, sostengono i firmatari del Protocollo, “Dopo la raccolta, operazione per la quale il soggetto che la effettua è già remunerato, i rifiuti urbani devono essere messi a disposizione del mercato tramite gare con regole trasparenti e accessibili a tutti gli operatori per essere aggiudicati al soggetto che possa meglio valorizzarli nel rispetto della gerarchia del trattamento rifiuti e ricavare dagli stessi le maggiori risorse possibili, a vantaggio dei cittadini (sotto forma di risparmio sulle tariffe) e della società (sotto forma di risorse produttive). Ma non basta: occorrono strumenti, ancora oggi carenti, per accrescere ed ampliare la domanda di prodotti da materiali riciclati. Dopo la raccolta dei rifiuti e la loro trasformazione in materie riciclate, la fase del loro riutilizzo nei processi produttivi è spesso problematica a causa di normative ancora carenti in tal senso, creando gravi difficoltà alle imprese del settore. Per chiudere il ciclo e realizzare davvero l’Economia Circolare è invece essenziale creare un mercato stabile e remunerativo per le materie prime seconde prodotte dalle nostre imprese”.


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