Da Hitachi a LANDCROS: Francesco Quaranta delinea il futuro del costruttore giapponese
Una nuova identità, tecnologie sempre più intuitive e un forte investimento nell’intelligenza artificiale. È questa la visione presentata da Francesco Quaranta, Presidente e CEO di Hitachi Construction Machinery Europe (HCME), durante il Samoter, dove il manager ha illustrato il percorso che porterà l’azienda a diventare LANDCROS a partire da aprile 2027.
Un nuovo nome, la stessa affidabilità
Al centro dell’intervento di Quaranta il passaggio dal marchio Hitachi al nuovo brand LANDCROS, una trasformazione che nasce dal riassetto societario in corso. Hitachi sta infatti riducendo progressivamente la propria partecipazione azionaria a favore di Itochu, gruppo finanziario giapponese specializzato in investimenti strategici di lungo periodo.
Secondo il CEO, questa operazione ha già consentito di accelerare la crescita internazionale dell’azienda, con una significativa espansione nel mercato nordamericano e l’apertura di nuove filiali in Africa.
Per rassicurare clienti e operatori sulla continuità del prodotto, Quaranta ha utilizzato una metafora semplice ma efficace: «Se trasferiamo 50 euro da una busta con scritto Hitachi a una con scritto LANDCROS, il valore resta esattamente lo stesso». Un concetto che sottolinea come il patrimonio industriale, gli stabilimenti produttivi giapponesi e gli standard qualitativi rimangano invariati. Anche modelli consolidati come lo ZX135 continueranno infatti a mantenere la propria denominazione.
Macchine progettate intorno all’operatore
Uno dei temi più rilevanti della nuova strategia LANDCROS riguarda la User Experience. L’obiettivo dichiarato è sviluppare macchine sempre più intuitive, capaci di adattarsi alle esigenze dell’utilizzatore anziché richiedere lunghi percorsi di formazione.
«Oggi gli operatori si aspettano la stessa semplicità che trovano negli smartphone», ha spiegato Quaranta, evidenziando come la carenza di personale qualificato rappresenti una delle principali sfide del settore.
A supporto di questa filosofia nasce LANDCROS Play un simulatore avanzato che analizza i movimenti degli operatori per individuare le configurazioni di comando più naturali ed efficaci. Lo scopo è ridurre la complessità operativa e rendere le macchine accessibili anche a utenti con minore esperienza.
«Non è colpa degli operatori se mancano competenze, ma dei produttori che non realizzano macchine sufficientemente semplici da utilizzare», ha affermato il manager.
Tecnologia integrata direttamente dalla fabbrica
Tra le novità presentate al Samoter spicca anche il programma Factory Integrated Technologies (LANDCROS FIT), che consentirà ai clienti di ordinare macchine già predisposte con sistemi di guida e controllo 3D installati direttamente in fabbrica.
La soluzione prevede l’integrazione di tecnologie sviluppate da partner come Leica e Trimble, con il vantaggio di una garanzia ufficiale estesa all’intero sistema. Un approccio definito “open source” che permette alle piattaforme di terze parti di dialogare direttamente con l’elettronica della macchina, semplificando sia l’assistenza tecnica sia la gestione post-vendita attraverso la rete dei concessionari.
LANDCROS Mini: il prototipo che guarda al cantiere di domani
Durante l’evento è stato inoltre mostrato il prototipo LANDCROS Mini, laboratorio tecnologico destinato a sperimentare soluzioni sviluppate a partire dai suggerimenti raccolti sul campo dagli operatori.
Tra le innovazioni più interessanti figura un sistema di comunicazione bidirezionale con speaker e microfoni direzionali installati sulla benna, che consente all’operatore di dialogare con il personale a terra senza aprire il finestrino, mantenendo così comfort climatico e protezione dalla polvere.
Sul fronte della sicurezza, i tradizionali segnali acustici sono stati affiancati da LED perimetrali intelligenti che si illuminano di rosso quando una persona entra nell’area operativa della macchina. Il sistema indica inoltre sul monitor di bordo la direzione da cui proviene il potenziale rischio.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’ergonomia, con manopole di comando modulari e personalizzabili in base alle preferenze del singolo operatore.
Diggy, l’intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva
Uno dei passaggi più significativi della presentazione ha riguardato Diggy, il nuovo assistente basato sull’intelligenza artificiale sviluppato per la manutenzione predittiva.
Grazie ai dati trasmessi in tempo reale dalle macchine connesse al centro di monitoraggio europeo di Amsterdam, il sistema è in grado di individuare potenziali criticità con un anticipo compreso tra quattro e dieci settimane. Le informazioni vengono inoltrate ai concessionari, che possono così pianificare interventi preventivi, ridurre i tempi di fermo macchina e ottimizzare la gestione dei contratti di assistenza.
Verso il 2027
La presentazione si è conclusa con uno sguardo al prossimo futuro. Da ottobre, la piattaforma LANDCROS Play sarà disponibile online anche in modalità gamificata, mentre proseguirà il percorso di transizione verso il marchio LANDCROS.
Un cambiamento che, nelle intenzioni dell’azienda, non rappresenta soltanto un rebranding, ma l’avvio di una nuova fase in cui digitalizzazione, semplicità d’uso e servizi intelligenti saranno sempre più centrali nell’evoluzione delle macchine movimento terra.






