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Con il termovalorizzatore di Roma meno emissioni di CO2

Il termovalorizzatore di Roma porterà a una riduzione di 24.000 viaggi di camion carichi di rifiuti verso gli impianti del Nord e all’estero e alla produzione di 540.000 MWh di energia.

Con il termovalorizzatore di Roma meno emissioni di CO2

Una riduzione di 24.000 viaggi di camion per il trasporto dei rifiuti verso gli impianti del Nord e all’estero, con un risparmio di 8.000 tonnellate di CO2 equivalente che sommate a quelle evitate in considerazione del fatto che il 51% dei rifiuti urbani residui producono emissioni non climalteranti porterebbero ad un risparmio complessivo equivalente al fabbisogno energetico di 200.000 famiglie, pari a circa 600.000 abitanti.

Sono alcuni dei vantaggi connessi alla realizzazione del termovalorizzatore di Roma, che emergono dallo studio “Rifiuti urbani, fabbisogni impiantistici attuali e al 2035”, realizzato da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche), giunto alla settima edizione.
Questo impianto – che sarà capace di gestire 600.000 tonnellate annue – avrà impatti positivi non solo nel Lazio ma anche su scala nazionale: verrà risolta la gestione dei rifiuti non riciclabili e degli scarti delle raccolte differenziate dell’area di Roma capitale, il Lazio sarà vicino all’autosufficienza nella gestione dei rifiuti non riciclabili e verrà dimezzato il fabbisogno impiantistico di recupero energetico del Centro Italia. Come emerge dallo studio, per raggiungere i target Ue che prevedono entro il 2035 il 65% di riciclaggio effettivo e un utilizzo della discarica per una quota non superiore al 10%, allo stato attuale il Centro avrà bisogno di recuperare energeticamente ulteriori 1,25 milioni di tonnellate di rifiuti e di trattare 770.000 tonnellate di organico.
La carenza e la cattiva dislocazione degli impianti è la prima causa dei viaggi dei rifiuti lungo la Penisola, con importanti costi in termini economici e ambientali. Ad oggi (dati 2024) il Centro è costretto a esportare il 14% (880 mila di tonnellate) della propria produzione di rifiuti, nonostante
avvii già in discarica una percentuale estremamente elevata, pari al 29,2%, ma non in grado di garantire tutta la richiesta. Il termovalorizzatore di Roma consentirà di ridurre in maniera considerevole le spedizioni di rifiuti dal Centro verso altre regioni e verso l’estero.
Su scala nazionale, si registreranno ogni anno 24.000 viaggi di camion di rifiuti in meno (14% dei viaggi attualmente effettuati annualmente): i 12 milioni di chilometri in meno percorsi da questi mezzi porterà a una riduzione delle emissioni climalteranti di 8.000 tonnellate di CO2 equivalente. A ciò si uniscono i vantaggi in termine di produzione di energia, stimabile in circa 540.000 MWh (il 51% dei quali rinnovabili): verrebbe soddisfatto il fabbisogno energetico di 200.000 famiglie (pari a circa 600.000 abitanti) e si risparmierebbero emissioni climalteranti per circa 110.000 tonnellate di CO2 equivalente.

Complessivamente, dunque, tra riduzione dei viaggi dei rifiuti e produzione di energia rinnovabile, la realizzazione del termovalorizzatore di Roma porterebbe a un risparmio di circa 120.000 tonnellate di CO2 equivalente. Anche il 49% di energia non rinnovabile sarebbe di produzione locale, riducendo quindi la dipendenza dall’estero. A ciò si aggiungono le ricadute occupazionali, con la creazione di circa 150 nuovi posti di lavoro, compreso l’indotto e senza considerare le fasi di cantiere.
Utilitalia promuove da sempre attività di ricerca e analisi dei settori in cui operano le imprese associate, a sostegno delle proprie proposte normative. Gli studi, che si basano su dati reali e conoscenze scientifiche, realizzati dalla Federazione negli ultimi anni – “Gestione dei rifiuti urbani - Scenari di sviluppo infrastrutturale: comparazione del rendimento ambientale”, il “Libro Bianco sull’incenerimento dei rifiuti urbani” e il “Green Book” – supportano la scelta di Roma di dotarsi di questo tipo di impianto.

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Illustrazione realizzata con IA


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