L'integrazione della robotica IA Qualibot nel riciclo della carta
Robotica e intelligenza artificiale per la selezione della carta: Qualibot di Recycleye nell’impianto di riciclo della carta Iren di Parma.
Nell'impianto Recap di Parma, all'interno del polo ambientale integrato gestito da Iren, la selezione di carta e cartone si arricchisce di una nuova tecnologia basata su robotica e intelligenza artificiale. Lungo la linea di selezione della carta, operano due Qualibot, il sistema sviluppato da Recycleye per il riconoscimento e il prelievo automatico dei materiali dal nastro trasportatore.
L'impianto Iren di Parma, inaugurato nel 2022, seleziona e tratta gli imballaggi di plastica e carta provenienti dalla raccolta differenziata delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza. L’impianto è uno dei più grandi in Italia per volumi processati. Per quanto riguarda la carta, il materiale viene sottoposto a un processo di selezione che consente di separare la carta grafica, i giornali e la carta dal cartone.
“Siamo a Parma nell'impianto Recap, all'interno di un polo ambientale integrato. Per quanto riguarda la carta, trattiamo circa 60.000 tonnellate su base annua provenienti dai cassonetti blu del territorio emiliano”, ci spiega Rossana Cupri, responsabile dell'impianto Iren.
È proprio all'interno della linea per la cernita della carta, che sono stati inseriti i Qualibot, con l'obiettivo di aumentare la capacità di selezione dei contenitori per bevande, imballaggi costituiti per circa il 97% da carta, che vengono conferiti dai cittadini insieme alla raccolta differenziata della carta. Recycling Industry ha potuto vedere all’opera, durante il periodo di collaudo, i robot per la selezione dei materiali Qualibot di Recycleye, introdotti proprio per il picking dei cartoni per bevande.
Uomo e robot sulla stessa linea
L'automazione non nasce con l'obiettivo di eliminare l'intervento degli operatori, piuttosto per agevolarne l’attività. Il progetto prevede una collaborazione tra personale e robot, con la tecnologia chiamata a svolgere un'attività ripetitiva e continuativa lungo il nastro. È un aspetto che Iren considera importante anche nell'ottica dell'evoluzione futura del lavoro negli impianti di selezione.
Il vantaggio della robotica, in questo caso, è soprattutto nella continuità delle prestazioni. Il sistema può lavorare senza le variazioni legate alla fatica o alla distrazione dell'operatore e mantenere costante la frequenza delle prese, sulla base delle informazioni elaborate dall'intelligenza artificiale.
“Il robot garantisce una costanza nel tempo, una precisione legata alla banca dati a monte e una continuità nell'attività di picking”, aggiunge Cupri.
La tecnologia Qualibot sviluppata da Recycleye si articola su tre elementi fondamentali:
1- Sistema di visione ("occhio"): un modulo ottico installato al di sopra del nastro trasportatore.
2- Arto robotico ("braccio"): l'unità meccanica di movimentazione preposta al prelievo dinamico dei prodotti.
3- Software di intelligenza artificiale ("cervello"): il modello proprietario Recycleye che analizza in tempo reale le immagini e determina quali materiali devono essere selezionati, attivando il braccio robotico.
La piattaforma consente inoltre di monitorare il funzionamento del robot attraverso sistemi di controllo che restituiscono informazioni sulle prestazioni e sull'attività di selezione. In questo modo l'impianto può verificare l'efficacia del picking e seguire nel tempo il comportamento della macchina. La qualità della selezione dipende naturalmente anche dalle condizioni del materiale sul nastro. Una distribuzione sufficientemente regolare degli oggetti facilita il lavoro del sistema di visione e permette al robot di individuare con maggiore precisione i materiali da prelevare.
Installazione senza fermare l'impianto
Uno degli aspetti affrontati durante l'integrazione della tecnologia è stato l'inserimento del sistema all'interno di un impianto già operativo. L'installazione meccanica ed elettrica è stata completata nell'arco di un fine settimana, dal venerdì pomeriggio alla domenica, evitando significativi fermi della produzione nei giorni lavorativi.
“Recycleye si è inserita su un impianto già funzionante lavorando in sinergia con il nostro servizio di progettazione interno”, racconta Cupri. “L'installazione si è svolta in totale autonomia durante un fine settimana senza provocare fermi produttivi importanti”.
Anche la manutenzione è stata pensata tenendo conto delle condizioni tipiche degli impianti di selezione della carta. Il materiale movimentato, nell'ordine di 5-6 tonnellate all'ora, genera infatti una quantità significativa di polvere. Per questo motivo Qualibot è stato progettato per essere gestito con procedure semplici e accessibili direttamente dal personale di linea. Una delle operazioni ordinarie consiste nella pulizia delle ventose utilizzate dal braccio per effettuare la presa degli oggetti.
L'addestramento dell'intelligenza artificiale da remoto
Una parte significativa del lavoro legato all'intelligenza artificiale avviene invece al di fuori dell'impianto. Dopo una prima verifica delle condizioni operative e di installazione, il cliente fornisce a Recycleye campioni del materiale da riconoscere. Il modello viene quindi addestrato e aggiornato dall'azienda, senza richiedere all'impianto di gestire direttamente questa attività.
“Dopo un audit iniziale in impianto per verificare le condizioni di installazione di Qualibot, il cliente deve solo fornire dei campioni di materiale; Recycleye si occupa interamente di istruire e aggiornare il modello di intelligenza artificiale, spiega Nicola Marazzi, Sales Manager Recycleye per l’Italia.
A questo si aggiunge un servizio di assistenza annuale che comprende anche parti di ricambio, con l'obiettivo di ridurre i tempi di fermo in caso di interventi. “Forniamo un pacchetto di assistenza annuale completo di parti di ricambio garantite, per minimizzare i tempi di fermo macchina e tutelare la produzione” – racconta Marazzi.
L'esperienza nell’impianto di riciclaggio di Parma rappresenta così un ulteriore passo verso una selezione sempre più automatizzata dei flussi di materiali. La tecnologia non sostituisce l’intervento umano, ma porta sul nastro una capacità di riconoscimento e di picking che mantiene continuità e attenzione costante durante l'intero turno di lavoro. La combinazione tra visione e intelligenza artificiale e robotica si inserisce quindi in un processo di automazione progressiva degli impianti, nel quale il ruolo dell'operatore si sposta sempre più verso il controllo e la supervisione delle attività di selezione.







