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Verso un’economia a basso contenuto di carbonio

Verso un’economia a basso contenuto di carbonio

Le prospettive della Low Carbony Economy e il contributo che l’innovazione tecnologica può portare alla decarbonizzazione dell’economia. Se ne è parlato all'OMC di Ravenna.

L’Offshore Mediterranean Conference & Exhibition, da poco conclusa, è la principale vetrina dell’Oil & Gas nel bacino del Mediterraneo. Aziende e imprenditori nel settore energetico si sono confrontati per individuare e discutere sul contributo che possono portare per affrontare le sfide di un'economia a basse emissioni e per sviluppare soluzioni tecnologiche che assicurino un utilizzo più verde dell’energia.

Elizabeth Tørstad, Ceo DNV GL, ha parlato del grande potenziale nella riduzione delle emissioni di CO2 nella produzione di idrocarburi. Nella sola Norvegia DNV GL ha stimato che è possibile ridurre del 29% le emissioni grazie alla diffusione di tecnologie di efficienza energetica e alla diffusione di rinnovabili in un’ottica di integrazione con la produzione di idrocarburi.

Un altro settore che può contribuire in maniera significativa in questo senso è quello del trasporto che, come ha commentato Katia Valtorta, Principal Arthur D. Little, contribuisce per il 20% delle emissioni globali di gas climalteranti. La chiave, in questo caso, è il cosiddetto fuel shift, ossia la sostituzione dei  combustibili attualmente utilizzati con il gas naturale. In particolare, Arthur D. Little stima che la penetrazione di LNG ha un grande potenziale per quanto riguarda il settore delle navi, dei camion, dei treni specialmente in aree geografiche quali Cina, India e Stati Uniti. Il problema fondamentale è di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture per permettere una rapida diffusione dell’energia in questi segmenti di mercato.

La transizione energetica è iniziata e non si arresterà, ha ribadito Luca Cosentino, Executive VP Energy Solutions Eni, e che bisogna promuovere, in particolare, la penetrazione delle rinnovabili per garantire il future low carbon che il mondo deve traguardare. L’impegno di Eni in questo senso è consistente, sia in termini di investimenti, sullo sviluppo di nuove teconologie quali, ad esempio, il solare organic e a film sottile e il west to fuel, sia per quel concerne gli investimenti industriali con un forte impegno finanziario nel quadriennio.

Wilfried Mass, Technical Development Leader CCS Shell, ha presentato il quadro dei progetti di CCS (Carbon Cacture and storage) su cui la società si sta impegnando, illustrando in particolare il primo progetto su scala commerciale, avviato nel 2016 in Canada con il supporto finanziario dei governi canadese e dell’Alberta. Il progetto è dimensionato per catturare un milione di tonnellate annue di CO2 che equivalgono alle emissioni annue di 250mila veicoli.

Silvia Grandi, del Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato il rinnovato impegno del Mise nel supportare gli sforzi di decarbonizzazione dell’economia anche con la partecipazione dell’Italia a importanti organismi internazionale quali il G7 Ambiente ed Energia di cui ha in questo semestre la Presidenza.

A chiudere, Robert C. Armstrong, Director MIT Energy Initiative, ha presentato una panoramica sulle prospettive della decarbonizzazione dell’economia. Ci dobbiamo attendere un’accelerazione della penetrazione delle rinnovabili grazie anche agli sviluppi sulle tecnologie solari a film sottile che promettono forti contenimenti dei costi di produzione. Viviamo, secondo Armstrong, in un periodo di sorprese come testimonia la rivoluzione dello shale gas in America e l’impressionante crescita delle rinnovabili che, nell’ultimo decennio, hanno aggiunto oltre 560GW di produzione elettrica grazie alla riduzione dei costi produttivi.

Il panel si è chiuso con una discussion finale moderata da Elizabeth Tørstad nella quale tutti i partecipanti hanno convenuto che la transizione energetica è ormai una realtà e i rapidi progressi in campo tecnologico promettono di rendere il passaggio a un future zero carbon forse anche più rapido di quanto ad oggi prevedibile.

Altro panel di grande interesse, organizzato dalla DGS-UNMIG, è stato quello in cui si è affrontato il tema "Geotermia: prospettive di sviluppo innovative in Italia e in Europa". Il Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia di Assomineria, Pietro Cavanna, intervenuto insieme a istituzioni nazionali e locali, centri di ricerca, operatori e associazioni ambientaliste, ha ribadito il contributo del settore alla riduzione delle emission per una politica Low Carbon. In particolare, il ruolo della geotermia a emission zero per il prossimo futuro è centrale nel nostro Paese, come evidenziato dal Direttore Generale della DGS-UNMIG, Franco Terlizzese, ribadendo l’importante peso dell’innovazione tecnologica di settore per la produzione di energia pulita.


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