Il nuovo impianto A2A per il recupero dei rifiuti in plastica

Un esempio concreto di economia circolare a vantaggio del territorio: un impianto in grado di accogliere la plastica ottenuta dalla raccolta differenziata e, grazie a tecnologie innovative e soluzioni automatizzate, recuperarla come materia da restituire alle comunità, generando valore dalla fine all'inizio.

Il nuovo impianto A2A per il recupero dei rifiuti in plastica

Partendo dai singoli sacchi che vengono conferiti dai cittadini, l'impianto è in grado di trattare, selezionare e dividere ben 13 tipi di plastiche differenti, che possono così essere avviate al riciclo e diventare nuovi oggetti. L'eccellenza tecnologica è il fondamento di questa struttura, e l’automazione del processo con vagli, scanner ottici e windshifter consente di trattare 45.000 tonnellate annue di materiale. Tonnellate di plastica che, come materia prima seconda, diventano elemento fondante del processo di economia circolare.

Il polo per il recupero della plastica è stato realizzato con materiali ad altissimo isolamento ed è dotato di un impianto fotovoltaico sul tetto da 300 kW che contribuisce all’alimentazione del sito con 330.000 kWh all’anno di energia 100% green.

L’impianto di Cavaglià, in provincia di Biella, è una tappa importante del percorso per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del gruppo A2A: mantenere il 99% di rifiuti urbani raccolti ed inviati a recupero di materia o energia e avviare progetti di riduzione e riutilizzo dei rifiuti in tutti i territori in cui la società opera. Milano e Brescia, città servite da A2a, possono vantare rispettivamente il 60% ed il 67% di raccolta differenziata.

L'area del sito piemontese ospita inoltre il progetto "A2A in 3D", ideato per porre l'attenzione sui benefici dell'economia circolare e su come la plastica, se correttamente gestita con strumenti adeguati, possa trasformarsi in una risorsa. All'interno della struttura, il pubblico potrà vivere un vero e proprio viaggio della materia, che parte dalla plastica come rifiuto e, percorrendo tutte le tappe fino alla creazione di nuovi oggetti, comprendere meglio i concetti di recupero, riciclo e riuso. I visitatori hanno infatti la possibilità di macinare manualmente la plastica, ottenere un filamento per il processo di stampa 3D e vedere realizzati oggetti in PLA e in ABS.

Il riciclo della plastica

Ogni anno nel mondo, si producono 2,1 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui solo il 5% è riciclatoLa metà dei rifiuti prodotti finisce in discarica, consumando non solo 100 kmq di suolo ma rilasciando gas metano e diossina mettono a rischio non solo la qualità dell’aria ma anche le falde acquifere. Sono numeri importanti che meritano azioni adeguate e tempestive.
L’Unione Europea ha infatti fissato degli obiettivi da raggiungere entro il 2030: aumentare la percentuali di rifiuti urbani ed imballaggi riciclati e diminuire - al di sotto del 10% - la percentuale di rifiuti destinati a discarica, con l’ambizioso obiettivo discarica zero.
I paesi europei più virtuosi come Svizzera, Germania e Svezia riescono ad avviare a recupero di materia circa il 50% dei rifiuti mentre il residuo è usato per produrre energia.
L’Italia si trova a metà strada in questa scalata verso la sostenibilità con oltre il 50% di rifiuti recuperati grazie ad un’efficiente raccolta differenziata ma resta ancora alta la percentuale di rifiuti depositati in discarica, oggi circa al 30%.

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