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Nati per i RAEE. Pronti ad affrontare l’onda del fotovoltaico

Nati per i RAEE. Pronti ad affrontare l’onda del fotovoltaico

Con l’arrivo crescente dei pannelli fotovoltaici a fine vita, che vanno ad aggiungersi ai flussi RAEE tradizionali, FOR REC S.p.A. si presenta pronta ad affrontare questa doppia sfida, mettendo in campo macchine dedicate e un’importante attività di R&D.

Che cosa hanno in comune un frigorifero rotto e un pannello fotovoltaico dismesso? Più di quanto si possa pensare e molto più di quanto l’industria del riciclo fosse inizialmente pronta a gestire.
Con i volumi di RAEE in costante crescita e l’arrivo sempre più significativo dei pannelli fotovoltaici a fine vita, l’azienda italiana FOR REC ha lavorato con discrezione allo sviluppo di macchinari e competenze in grado di trattare entrambi i flussi.

«Ogni progetto prende forma attraverso un dialogo approfondito con il cliente, durante il quale analizziamo le esigenze, i volumi di rifiuti, gli spazi disponibili e l’intero piano industriale», spiega Marco Zoccarato, CEO di FOR REC.
Per questo, pur ritenendo che linee dedicate per ogni tipologia di rifiuto siano la soluzione ottimale, esistono situazioni in cui ciò non è fattibile — come nel caso delle linee ibride sviluppate per un cliente nei territori francesi d’oltremare, capaci di trattare frigoriferi e altri RAEE sulla stessa linea.

Pannelli solari: il prossimo tsunami

Accanto ai RAEE tradizionali sta emergendo un nuovo flusso di rifiuti, in rapida crescita: quello dei pannelli fotovoltaici.
Entro il 2050, il volume globale dei pannelli fotovoltaici dismessi potrebbe raggiungere i 78 milioni di tonnellate. Un vero e proprio tsunami.

La buona notizia è che è possibile riciclare fino al 90% del peso di un modulo. Ma solo se il processo viene gestito correttamente.

Un pannello fotovoltaico è una struttura complessa, composta da vetro, metalli, polimeri e silicio e la sfida principale consiste nella loro separazione efficiente e pulita.

Per rispondere a questa evoluzione del mercato, FOR REC ha sviluppato impianti per il riciclaggio dei pannelli fotovoltaici in grado di garantire elevati livelli di recupero e di purezza dei materiali.

«Dopo anni di installazione di impianti in tutto il mondo, abbiamo sviluppato una profonda competenza nella separazione, nel recupero e nella valorizzazione di materiali complessi», afferma Zoccarato.

Dalle competenze RAEE, verso soluzioni ancora più avanzate

L’ingresso di FOR REC nel riciclo dei pannelli fotovoltaici non è stato un salto nel buio.
Le competenze maturate nella triturazione, nella preparazione dei materiali e nella separazione sono direttamente trasferibili dal settore RAEE. Tuttavia, i pannelli solari hanno richiesto qualcosa in più.

La loro struttura multistrato ha imposto uno sforzo dedicato di ricerca e sviluppo: analisi di laboratorio, test comparativi e prove specifiche per comprendere il comportamento di ogni singola frazione di materiale.

«Questo processo ci ha portato a integrare separatori specializzati e nuove soluzioni tecniche progettate specificamente per questo flusso di rifiuti», spiega Zoccarato.
Il risultato è una maggiore purezza delle frazioni in uscita, una riduzione delle contaminazioni e costi operativi più bassi.

La formula delle basse velocità: qualità e durata

Nel riciclo dei RAEE, l’utilizzo di macchine a basso numero di giri serve principalmente a preservare la qualità dei materiali, consentendo l’apertura dei dispositivi senza distruggere i componenti recuperabili.

Nel riciclo dei pannelli fotovoltaici entra in gioco un secondo fattore altrettanto critico: il controllo dell’usura. Con una composizione che può arrivare fino al 70% di vetro, i pannelli sono estremamente abrasivi. La lavorazione a bassa velocità riduce in modo significativo l’usura di rotori, lame e camere di triturazione, prolungando la vita delle macchine e abbattendo i costi operativi.

«È proprio questa combinazione di conservazione del materiale e controllo dell’usura a rendere unico il nostro processo», sottolinea Zoccarato, «e a permettere ai nostri clienti di ottenere risultati affidabili e sostenibili».

La vera sfida: renderlo economicamente sostenibile

La tecnologia, da sola, non sarà sufficiente. Zoccarato è chiaro sullo stato attuale del settore.
«La vera sfida sarà raggiungere livelli di purezza dei materiali tali da rendere il riciclo realmente sostenibile dal punto di vista economico e industriale».

Il vetro rappresenta il nodo principale. Costituisce la maggior parte del peso di un pannello fotovoltaico e l’industria vetraria tradizionale non è in grado di assorbire i volumi che arriveranno. Saranno quindi fondamentali mercati alternativi: ceramica, produzione di cemento, asfalto e altri settori ad alta intensità energetica rappresentano oggi soluzioni valide — ma anche queste avranno dei limiti con l’aumento dei volumi.

«È evidente che il settore dovrà continuare a investire in tecnologia, ricerca e sviluppo di nuovi mercati di sbocco», conclude Zoccarato. «Solo così sarà possibile raggiungere un reale equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica, trasformando l’onda dei pannelli a fine vita in un’opportunità industriale anziché in un problema di gestione dei rifiuti». 

L'appuntamento per i professionisti dell'economia circolare è fissato a IFAT Monaco 2026, dal 4 al 7 maggio.
Un'occasione imperdibile per toccare con mano le tecnologie FOR REC che stanno plasmando il futuro del riciclo.
Il personale tecnico di FOR REC ti aspetta allo stand  B6-311.


Nell’attesa, puoi approfondire i loro impianti completi di riciclaggio su forrec.it.


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